PMI italiane e digitalizzazione: gli investimenti crescono, ma non abbastanza
In Italia, oltre la metà delle piccole e medie imprese ha avviato percorsi di digitalizzazione. Solo una parte di questi investimenti, però, si traduce in un reale rinnovamento organizzativo.
Spesso le tecnologie introdotte sono limitate a specifiche funzioni e non producono un impatto sistemico.
Tecnologie sì, ma poco integrate
La fotografia scattata dall’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano evidenzia un divario tra l’adozione di strumenti digitali e la loro reale efficacia. La presenza di figure dedicate alla trasformazione digitale è in aumento, ma in un’impresa su tre manca ancora un referente IT.
Gli strumenti utilizzati sono frequentemente scollegati tra loro e confinati alla gestione amministrativa.
Competenze e infrastrutture: il doppio nodo da sciogliere
Tra gli ostacoli principali all’innovazione emergono fattori culturali e tecnici. Il 59% delle imprese segnala difficoltà legate alla mancanza di figure competenti, mentre il 44% accusa una scarsa propensione al cambiamento da parte del personale.
Inoltre, quasi la metà delle PMI risente di una connettività insufficiente, soprattutto nelle aree a bassa copertura di rete in fibra ottica.
Mancano formazione e utilizzo dei fondi
Solo una minoranza delle imprese attribuisce un ruolo centrale alla formazione. Il 38% non considera prioritario aggiornare le competenze digitali del proprio team, e spesso l’imprenditore stesso rimane ai margini dei percorsi formativi.
Anche i finanziamenti pubblici per l’innovazione risultano poco utilizzati: meno di un terzo delle PMI ne ha beneficiato, ostacolata da iter burocratici complessi e scarsa conoscenza degli strumenti disponibili.
Tecnologie avanzate: un potenziale ancora inespresso
Soluzioni come cloud, eCommerce B2B o data analytics si stanno lentamente diffondendo, in particolare tra le imprese di medie dimensioni. Tuttavia, strumenti evoluti come intelligenza artificiale, blockchain e metaverso restano ancora marginali.
La difficoltà principale? Integrare queste tecnologie nei processi esistenti, più che una reale diffidenza verso l’innovazione.
Collaborazioni strategiche per colmare il divario
Secondo Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio, la chiave per accelerare la trasformazione digitale è una rete di alleanze tra pubblico e privato: “Serve un ecosistema stabile che favorisca la collaborazione tra imprese, università, startup e istituzioni.
È attraverso queste sinergie che le PMI potranno sviluppare una cultura digitale condivisa e affrontare il futuro con strumenti più efficaci”.








