Il riciclo italiano va forte, ma manca una direzione chiara

In Italia siamo abituati a lamentarci, ma quando si parla di riciclo possiamo permetterci un filo d’orgoglio. I numeri ci mettono nelle prime file in Europa e, almeno a guardarli da lontano, il nostro sistema sembra funzionare piuttosto bene. Basta però avvicinarsi un po’ per scoprire che alcune filiere cruciali faticano ancora a trovare equilibrio.

È il quadro tracciato dal nuovo Rapporto “L’Italia che Ricicla”, presentato a Roma da UNICIRCULAR, la sezione di ASSOAMBIENTE dedicata al mondo del recupero e dell’economia circolare.

Una montagna di rifiuti, ma anche tanta differenziata

Ogni anno produciamo quasi 194 milioni di tonnellate di rifiuti, una cifra che fa quasi impressione detta così. La maggior parte arriva dalle attività produttive e soprattutto dall’edilizia, mentre i rifiuti urbani rappresentano poco più di 29 milioni di tonnellate. L’organico continua a essere la parte più consistente del sacchetto domestico, seguito da carta, plastica e vetro.

La raccolta differenziata ha ormai preso una strada solida: supera il 66 per cento e più della metà dei rifiuti urbani viene davvero riciclata. Ancora meglio va per i rifiuti speciali, che raggiungono quote di recupero ben oltre il 70 per cento. Insomma, un meccanismo che, sulla carta, funziona.

Dove il cerchio non si chiude

Il problema è che questo buon risultato non riesce a trasformarsi in una strategia industriale vera e propria. Alcune filiere restano, di fatto, in affanno. La plastica lotta con l’arrivo di polimeri vergini a basso costo, che rendono il riciclato poco competitivo. Nel tessile e nei RAEE, invece, la raccolta è ancora troppo bassa per poter recuperare materiali che avremmo davvero bisogno di trattenere nel Paese.

Poi c’è l’edilizia: lì il recupero non manca, ma gli aggregati riciclati restano spesso senza un mercato pronto ad accoglierli. È come produrre farina senza avere forni disposti a usarla. E anche nelle filiere storiche, quelle che ci hanno sempre dato soddisfazione, i costi energetici mordono e riducono i margini.

Un mosaico di realtà che necessita di regole

Il settore del riciclo è fatto soprattutto di piccole imprese, tante e spesso isolate. I margini sono bassi, i prezzi oscillano e le norme non sempre parlano la stessa lingua da una regione all’altra. Il rapporto insiste su un punto: senza collaborazione industriale e regole certe, l’Italia rischia di sprecare un’opportunità enorme.

Paolo Barberi lo dice senza giri di parole: se non diamo ai materiali riciclati un vero valore di mercato, continueremo a raccontarci di essere bravissimi a riciclare, ma l’economia circolare resterà un’etichetta buona per i convegni. Chicco Testa aggiunge che il riciclo, oggi, non è più solo ecologia: è industria, competitività, sicurezza delle risorse. Serve una spinta politica chiara, una fiscalità che premi chi investe davvero e scelte coerenti che aiutino questo sistema a diventare adulto.

Riscaldamenti accesi: come difendersi dalle bollette “bollenti”

Con l’arrivo dei primi freddi, in molte zone d’Italia i termosifoni sono tornati a lavorare a pieno ritmo. E con loro, inevitabilmente, anche la preoccupazione delle famiglie per il costo del gas. Secondo un’analisi di Facile.it, con le attuali tariffe del mercato libero riscaldare un’abitazione per l’intera stagione invernale richiederà in media circa 1.024 euro.

Una cifra che, per molte tasche, pesa eccome. Ma qualcosa si può fare: dal buon senso quotidiano alle tecnologie intelligenti, le occasioni per tagliare la spesa non mancano.

Primo passo: la temperatura giusta

A volte ci comportiamo come se la casa dovesse diventare una serra tropicale. In realtà, basta poco per risparmiare. Abbassare il termostato di un solo grado può ridurre la bolletta anche di un centinaio di euro in un anno.

Se poi si accorciano i tempi di accensione dei radiatori – anche di un’ora al giorno – si arriva a risparmiare altri 35 euro circa. Le valvole termostatiche, ormai diffuse, permettono inoltre di evitare sprechi e scaldare solo gli ambienti davvero utilizzati.

Caldaia efficiente e piccoli trucchi quotidiani

La revisione della caldaia non è solo un obbligo: è un’assicurazione sulla sicurezza e sul portafoglio. Un controllo annuale, specialmente prima dell’inverno, permette di evitare consumi inutili e guasti improvvisi.

A questo si affiancano piccoli accorgimenti quotidiani: evitare ricambi d’aria prolungati mentre i termosifoni sono accesi, non coprire i radiatori, chiudere tapparelle e persiane la sera per trattenere il calore.

Ristrutturare: un investimento che fa la differenza

Chi può permetterselo può prendere in considerazione lavori strutturali che migliorano l’isolamento della casa. Cappotti termici, sostituzione degli infissi o un semplice controsoffitto possono ridurre i consumi anche del 20%.

Non sono interventi economici, ma per il 2025 resta attivo il Bonus ristrutturazione, che permette di recuperare parte della spesa.

Tecnologia al servizio del risparmio

Negli ultimi anni la domotica è diventata un’alleata preziosa. Un termostato intelligente, capace di regolare la temperatura in base al meteo e ai ritmi della famiglia, può evitare sprechi significativi.

Lo stesso vale per le centraline automatiche, che ottimizzano l’impianto e stabiliscono programmi personalizzati con una precisione quasi chirurgica.

Il fornitore giusto permette di spendere meno

Infine, un punto spesso sottovalutato: la scelta del fornitore. Nel mercato libero le variazioni di prezzo sono notevoli. Facile.it stima che tra l’offerta migliore e quella più costosa ci possa essere una differenza fino al 34%.

Tradotto: scegliere male può costare fino a 310 euro in più a stagione. Gli esperti ricordano che cambiare contratto è gratuito e non comporta interruzioni: basta muoversi per tempo, dai 15 ai 60 giorni prima.

Prezzi: a ottobre 2025 carrello della spesa meno caro (-0,3%) 

Secondo le stime preliminari dell’Istat nel mese di ottobre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, evidenzia una variazione del -0,3% su base mensile, e del +1,2% su base annua (era +1,6% a settembre).
Nello stesso mese, l’inflazione rallenta sensibilmente, scendendo a +1,2%, appena al di sotto del valore di fine 2024. La decelerazione risente del marcato ridimensionamento del ritmo di crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati e del calo di quelli degli Energetici regolamentati.

In rallentamento anche la crescita su base annua dei prezzi del ‘carrello della spesa’ (+2,3% da +3,1%), mentre l’inflazione di fondo rimane invariata. Il tasso di inflazione acquisito a ottobre, calcolato sulla base dei dati provvisori, si attesta al +1,6%.

L’inflazione di fondo rimane invariata

La sensibile decelerazione del tasso d’inflazione si deve prevalentemente al marcato rallentamento su base tendenziale dei prezzi degli Energetici regolamentati (da +13,9% a -0,8%), degli Alimentari non lavorati (da +4,8% a +1,9%), e in misura minore, di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +2,0%). 

Tali effetti sono solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,1% a +3,3%).
Nel mese di ottobre, inoltre, l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta invariata (+2,0%) e quella al netto dei soli beni energetici rallenta (da +2,1% a +2,0%).

Decelerano beni alimentari, per la cura della casa/persona e i prodotti ad alta frequenza d’acquisto

La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si attenua (da +0,6% a +0,2%) e quella dei servizi rimane stabile (+2,6%). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni aumenta, salendo a +2,4 punti percentuali dai +2,0 del mese precedente.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano (da +3,1% a +2,3%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +2,3%).

Su base annua indice IPCA a +1,3%

La variazione congiunturale negativa dell’indice generale riflette la diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-6,7%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%), degli Energetici non regolamentati (-0,8%), dei Beni durevoli, dei Servizi relativi alle comunicazioni e dei Servizi relativi ai trasporti (-0,3% tutti e tre), parzialmente attenuata dalla crescita dei prezzi degli Alimentari lavorati (+0,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (+0,3%).

L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,6% per l’indice generale e a +2,0% per la componente di fondo.
In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -0,2% su base mensile e a +1,3% su base annua (+1,8% nel mese precedente).

Italiani, come organizzano le loro giornate? In base alle abitudini

Sveglia, colazione, un po’ di ordine in casa e poi via verso i primi impegni della giornata.
Per molti italiani la mattina si apre sempre nello stesso modo, e non è un caso: secondo una recente ricerca del Radar SWG, più della metà degli intervistati dichiara di seguire regole, orari e azioni ricorrenti soprattutto nelle prime ore del giorno.

La routine del mattino: cura della casa e del corpo

La parte più abitudinaria della giornata riguarda la cura della casa e quella di sé. Il 42 per cento degli intervistati svolge sempre le stesse attività domestiche, mentre il 38 per cento ha rituali precisi dedicati al proprio benessere, dalla skincare a una pausa rilassante prima di iniziare la corsa quotidiana.

Anche lo svago segue spesso uno schema ripetuto: un altro 38 per cento gli dedica momenti fissi della settimana.

Quando arriva il tempo libero

Nel pomeriggio, le routine assumono un tono diverso. La socialità coinvolge il 30 per cento degli italiani in gesti abituali come incontrare gli amici o sentire i familiari, mentre il 27 per cento mantiene abitudini legate alla cultura: una serie tv da non perdere, un libro da portare avanti, o magari una mostra ogni tanto.
Anche alimentazione e piccoli piaceri al di fuori dei pasti tradizionali hanno il loro spazio rituale, coinvolgendo circa un quinto del campione.

Routine amiche della tranquillità

Ciò che emerge con chiarezza è che la maggioranza degli italiani ha bisogno di queste abitudini per portare a termine i propri impegni.
Il 63 per cento racconta che i rituali permettono di incastrare tutto senza stress e un 49 per cento rivela di organizzare piccole routine anche nel weekend per non perdere il ritmo.

La necessità di staccare

Allo stesso tempo, però, quattro italiani su cinque provano un senso di sollievo quando arriva il fine settimana: sospendere gli orari, cambiare programmi all’ultimo e spezzare il ritmo dà una sensazione di libertà preziosa dopo giorni scanditi da impegni e responsabilità.

Come vengono percepiti gli abitudinari

Quando si pensa a chi segue rigidamente una routine, la prima immagine è positiva: per il 44 per cento queste persone sono rigorose e organizzate, e il 34 per cento le vede equilibrate e affidabili.
C’è però anche chi riconosce una sfumatura meno piacevole: circa un terzo associa l’abitudine a una possibile rigidità o ansia.

Ogni tanto serve una pausa

La fotografia scattata da SWG mostra quindi un equilibrio delicato: le abitudini offrono stabilità, ma interromperle ogni tanto fa bene. Una pausa nel weekend non è disordine: è solo un modo per respirare prima di ripartire.

Lavoro: a ottobre buone previsioni per costruzioni e servizi alle persona

Il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, delinea le previsioni per il mercato del lavoro a ottobre 2025 e nel trimestre ottobre-dicembre.
A ottobre le imprese programmano circa 520mila nuove assunzioni, -11mila (-2,1%) rispetto a ottobre 2024. Per il trimestre le assunzioni programmate salgono a oltre 1,3 milioni, -29mila rispetto allo stesso trimestre del 2024.

Le costruzioni mostrano una solida tenuta, con 52mila assunzioni previste nel mese e oltre 128mila nel trimestre, così come i servizi alla persona (66mila e 159mila).
Ma nonostante la contrazione della domanda di lavoro, rimane elevata la difficoltà di reperimento del personale, che riguarda il 46,8% delle figure ricercate.

Assunzioni per settore primario e industria

Il settore primario prevede oltre 43mila ingressi nel mese e più di 85mila nel trimestre. A ricercare maggiormente manodopera sono le imprese del comparto coltivazioni ad albero (17mila nel mese, circa 31mila nel trimestre) e delle coltivazioni di campo (13mila, 26mila).

Nel comparto industriale sono attese quasi 137 mila assunzioni nel mese e oltre 333 mila nel trimestre. Per il manifatturiero, alla ricerca di circa 85mila lavoratori nel mese e oltre 205mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dalle industrie della meccatronica (19mila, 49mila), dalle industrie alimentari, bevande e tabacco (17mila, 39mila) e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (15mila, 36mila).

Segnali positivi dalle grandi imprese

Nel terziario, dove si concentrano circa 340mila assunzioni a ottobre e oltre 893mila nel trimestre, il turismo si conferma il principale motore occupazionale (86mila, 240mila), seguito da commercio (74mila e 199mila).
Le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) mostrano un segnale positivo, con 3mila assunzioni in più nel mese (+2,9%) e 5mila nel trimestre (+2,0%), mentre risultano in flessione le previsioni nelle altre fasce dimensionali, con una maggiore intensità nelle imprese di media dimensione (-4,1%, -4,5%).

Il tempo determinato resta la forma contrattuale prevalente, con quasi 306mila unità, pari al 58,8% del totale, seguito dai contratti a tempo indeterminato (circa 99mila, 19,0%) e da quelli di somministrazione (42mila, 8,1%). 

Lavoratori immigrati coprono il mismatch

A ottobre le imprese segnalano difficoltà di reperimento per oltre 243mila lavoratori ricercati. A risentire maggiormente del mismatch sono le industrie metallurgiche e metallifere (67,5%) e delle costruzioni (60,8%).
Le imprese sono alla ricerca di lavoratori immigrati per coprire più di 117mila ingressi programmati a ottobre, pari al 22,5% del totale contratti. Sono invece oltre 155mila i giovani under30 ricercati (30% del totale).

A livello territoriale cresce la domanda di lavoro delle imprese del Centro (+2mila nel mese e +4mila nel trimestre), mentre si segnala una contrazione per le imprese del Nord Ovest (-6mila, -15mila), del Nord Est (-3mila, -6mila) e del Sud e Isole (-5mila, -12mila nel trimestre).

Autunno, per gli italiani “ci sta” riorganizzare le proprie giornate

Quando arrivano i primi giorni di autunno, più o meno ogni di noi si trova a fare i conti con i classici buoni propositi. Questa stagione, infatti, porta con sé un cambiamento di ritmo che induce a riprogrammare la propria routine.

Tra lavoro, palestra, piccoli rituali e momenti di socialità, gli italiani affrontano il periodo autunnale trasformando ciò che potrebbe sembrare un peso in qualcosa che, come si dice spesso, “ci sta”. A raccontarlo è un’indagine condotta da Sanbittèr con metodologia SWOA (Social Web Opinion Analysis), che ha individuato le cinque abitudini più rappresentative di questo spirito.

Il piacere delle serate casalinghe

Dopo aver trascorso le giornate estive all’insegna della compagnia e delle uscite, adesso è si riscopre il piacere di una serata passata in casa. Il 65% degli intervistati considera questo momento un vero toccasana: leggere, guardare una serie TV o semplicemente rilassarsi diventa un modo per ricaricare le batterie.
L’autunno, insomma, regala l’occasione di rallentare e apprezzare il valore della pace domestica.

Ritorno in palestra: da dovere a superpotere

La seconda posizione, con il 59% delle preferenze, è occupata dal ritorno all’attività fisica. Se all’inizio può sembrare un obbligo dopo mesi di relax, con il tempo diventa una routine che aiuta a scaricare lo stress e a ritrovare energia.
Un modo per affrontare le giornate con slancio, trasformando la fatica iniziale in un beneficio tangibile.

L’aperitivo come rito sociale

Certo, siamo tornati tutti i ufficio e al solito tran tran fatto di ritmi serrati. Però all’aperitivo post lavoro non si rinuncia. Il 54% degli italiani lo considera il perfetto contrappeso alla giornata lavorativa.

Che sia improvvisato con colleghi o programmato con amici, questo appuntamento rappresenta un momento di leggerezza e socialità che nemmeno la pioggia autunnale riesce a cancellare.

Fare ordine e ripartire

In quarta posizione c’è il bisogno di mettere in fila le cose. Il 48% degli intervistati associa l’autunno al riordino, che si tratti di sistemare l’armadio, riorganizzare gli spazi o pianificare nuovi obiettivi. Un gesto pratico che diventa anche simbolico: sentirsi più leggeri e pronti a nuovi inizi.

Check up di stagione

Infine, il 43% degli italiani approfitta di questo periodo per dedicarsi ai controlli di routine. Un’abitudine che, seppur percepita come impegnativa, viene reinterpretata come un atto di cura verso sé stessi. L’autunno diventa così il momento ideale per occuparsi della salute e conquistare maggiore serenità.

“Ci sta”: un mantra quotidiano

Secondo la ricerca, l’espressione “ci sta” in autunno assume un significato speciale. Per molti rappresenta una sorta di rassegnazione positiva: accettare impegni che sembrano pesanti ma che, alla fine, portano vantaggi concreti. Allo stesso tempo, è anche il linguaggio della comfort zone, usato per descrivere situazioni di confidenza e momenti leggeri condivisi con gli altri.

Così, quello che in apparenza sembra un dovere si trasforma in un’occasione di benessere e complicità. L’autunno, tra rituali e buoni propositi, diventa la stagione in cui gli italiani riscoprono che, in fondo, affrontare le sfide quotidiane “ci sta”.

Mercato immobiliare: quasi 285.000 compravendite da fonti notarili nel IV trimestre 2024

Emerge dai dati ISTAT: dopo la ripresa rilevata nel corso dei due trimestri precedenti il IV trimestre 2024 chiude l’anno con quasi 285.000 compravendite immobiliari, registrando un balzo in avanti dell’indice destagionalizzato.
Rispetto al IV trimestre 2023 i volumi intermediati sono in aumento, velocizzando la crescita appena accennata che si era registrata l’anno precedente (+0,5% sul IV trimestre 2022). 

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (98.608 nel IV trimestre 2024) crescono del 16,9% rispetto allo stesso periodo del 2023, quando i mutui avevano segnato un calo quasi diametralmente opposto (-14,5 rispetto al IV trimestre 2022).
Anche in questo caso, l’indice destagionalizzato mostra una crescita maggiore rispetto a quella già osservata nei due trimestri precedenti.

Rispetto al III trimestre +3,9% atti traslativi

Nel IV trimestre 2024 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari sono 284.812. La variazione percentuale rispetto al trimestre precedente (dato destagionalizzato) è pari a +3,9%, mentre su base annua (dato grezzo) l’incremento è pari a +2,7%.

Nel confronto congiunturale le compravendite del comparto abitativo sono in aumento nel Nord-Est (+6,8%), al Sud (+6,3%), nel Nord-Ovest (+4,0%) e nelle Isole (+3,0%), mentre risultano invariate al Centro.
Le compravendite di immobili a uso economico sono in aumento al Sud (+7,5%) e nelle Isole (+2,1%), stabili nel Nord-Ovest (-0,1%) e in diminuzione nel Centro (-3,9%) e nel Nord-Est (-2,8%).

Il 93,7% riguarda immobili a uso abitativo

Il 93,7% delle convenzioni stipulate riguarda i trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (266.848), il 5,9% a uso economico (16.908) e lo 0,4% quelli a uso speciale e multiproprietà (1.056).
Rispetto al IV trimestre 2023 le transazioni immobiliari crescono nel comparto abitativo (+3,1%) e diminuiscono nel comparto economico (-3,6%). A livello territoriale, su base annua, il settore abitativo aumenta nel Nord-Est e al Sud (entrambi +7,3%), nel Nord-Ovest (+4,1%) e nelle Isole (+2,6%), mentre diminuisce nel Centro (-6,9%).

Nell’ambito del comparto abitativo le compravendite restano sostanzialmente stabili nei grandi centri (-0,2%) e aumentano nei piccoli (+5,6%), mentre in quello economico risultano in calo sia nei grandi sia nei piccoli centri (-6,3% e -1,9%).

Mutui: 98.608, +7,2% in un anno

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono 98.608.
Rispetto al trimestre precedente la variazione percentuale è +5,9%, mentre su base annua è +16,9%. L’aumento interessa tutto il territorio nazionale sia su base congiunturale sia su base annua.

Nell’intero anno 2024, il mercato immobiliare con 950.240 convenzioni notarili di compravendita registra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (+1,7% nel complesso, +1,8% il settore abitativo e +1,0% il comparto economico). I mutui, con 331.013 convenzioni, sono in aumento del 7,2%.

Italiani, su quali basi scelgono un’auto nuova?

Italia e quattro ruote, una passione che resiste ai cambiamenti del tempo e delle abitudini. Ma quando arriva il momento di acquistare una nuova auto, quali criteri pesano di più? Il prezzo? Le prestazioni? Oppure l’affidabilità del marchio?

Per scoprirlo, Facile.it ha affidato a mUp Research un’indagine nazionale su oltre 1.300 automobilisti tra i 18 e i 74 anni. I risultati raccontano molto delle abitudini e delle priorità degli italiani al volante.

Prezzo e alimentazione i due elementi cardine

Il primo dato non stupisce: per il 65,5% degli intervistati il prezzo resta il fattore fondamentale, con oltre 24 milioni di persone che mettono il portafoglio davanti a tutto. La percentuale è simile tra uomini e donne, ma cresce tra chi ha più di 55 anni e tra i residenti del Centro Italia, dove supera il 70%.

Al secondo posto si piazza il tipo di alimentazione (48,6%). Benzina, diesel, ibrido o elettrico: la scelta della motorizzazione pesa soprattutto per gli automobilisti più maturi, che guardano con attenzione a costi e praticità.

Il terzo gradino del podio è occupato dai costi di gestione – assicurazione, manutenzione, consumi – indicati dal 38,6% del campione, con picchi oltre il 42% al Sud e nelle Isole.

Dimensioni a misura di città

Appena fuori dal podio ci sono le dimensioni del veicolo, citate dal 27,9% degli italiani. Un parametro che diventa cruciale nelle grandi città, dove il parcheggio è un’impresa, e nei piccoli centri, dove strade e vicoli stretti spingono verso auto compatte.

Uomini e donne a confronto

Lo studio rivela anche alcune differenze di genere. La reputazione del marchio ha lo stesso peso per entrambi (20,2%), ma gli uomini guardano più alle prestazioni (24,3% contro 20,4%) e all’estetica (19,8% contro 15,4%).
Le donne invece privilegiano la facilità di guida e la maneggevolezza: un aspetto decisivo per il 21,5% di loro, contro appena il 13,8% degli uomini.

Consegna? Non c’è fretta

Curiosamente, la rapidità con cui arriva l’auto nuova non sembra preoccupare gli italiani: solo il 3,1% la considera una priorità. La maggior parte preferisce attendere qualche mese pur di avere il modello desiderato.

Il quadro generale

In sintesi, l’acquisto di un’auto in Italia resta dominato da logiche economiche, ma emergono differenze legate all’età, al territorio e al genere.
Se il prezzo rimane il fattore numero uno, cresce l’attenzione verso alimentazione e costi di gestione: segnali di un mercato in evoluzione, sempre più legato alla sostenibilità e alla praticità di utilizzo quotidiano.

Viaggi in treno: la Gen Z scopre l’Europa in modalità Mindscape

Secondo il Travel Trend Report 2025 di Trainline, il 35% degli italiani apprezza la possibilità di osservare il paesaggio che scorre con un senso di calma e scoprendo “gemme” nascoste dal finestrino. 

È così che prende forma la tendenza che guida i viaggiatori nel 2025, il Mindscape, il perfetto equilibrio tra mindfulness (consapevolezza del momento) e landscape (paesaggio). Una filosofia che definisce un modo di viaggiare consapevole in cui la bellezza del paesaggio circostante diventa fonte di relax e ispirazione.
A guidare questa tendenza è la Gen Z. Più di qualsiasi altra generazione il 79% dei giovanissimi è attratto dai viaggi in treno alla scoperta dell’Europa.

Più di un semplice modo per spostarsi da un luogo all’altro

Viaggiare in treno è più di un semplice modo per spostarsi da un luogo all’altro: è parte del viaggio stesso. E ora che gli esami sono ufficialmente finiti inizia il viaggio che definisce una generazione. Con gli impegni di studio alle spalle i neodiplomati sono pronti ad abbracciare un nuovo capitolo della loro vita, pieno di indipendenza, avventura con l’emozione dell’ignoto.

Oltre all’avventura, questa scelta riflette una crescente consapevolezza dell’impatto sul pianeta. Infatti, il 42% degli italiani, in particolare i viaggiatori più giovani (il 38% della Gen Z), cerca attivamente modi più sostenibili per viaggiare.

Le capitali europee in Interrail

Per i giovani viaggiatori, il viaggio in treno incarna tutti questi elementi, sia che si tratti di prendere il treno per Parigi, visitare alcune delle capitali più vivaci d’Europa, come Berlino e Madrid, o fare un Interrail attraverso più destinazioni.

La prenotazione tramite Trainline offre ulteriori vantaggi, inclusa la possibilità di utilizzare la Carta Giovani Nazionale per i viaggiatori dai 18 ai 35 anni. In questo modo, pianificare il viaggio di una vita non solo diventa facile e veloce, ma anche più accessibile ed economico.
Tra le mete consigliate dall’app c’è anche Barcellona, città vibrante che incanta con l’architettura visionaria di Gaudí, le spiagge dorate e una vita notturna effervescente. È un crocevia di culture, sapori e divertimento, perfetta per chi cerca un’esperienza completa tra arte, relax e socialità.

Berlino, Budapest, Praga: le tappe di un viaggio indimenticabile

Berlino è invece il luogo ideale per chi cerca ispirazione e un’atmosfera cosmopolita mentre Siviglia è perfetta per un viaggio dedicato alla storia, alla cultura e alla passione spagnola. E se Amsterdam è la meta perfetta per un viaggio all’insegna della scoperta e della spensieratezza Budapest offre un mix unico di eleganza imperiale e modernità. 

Una città portuale dinamica e multiculturale, con un’atmosfera vivace, mercati colorati e un’ottima cucina è Marsiglia, l’ideale per chi cerca un’esperienza autentica e un assaggio della vita mediterranea.
Ma un’altra città affascinante, con il suo Ponte Carlo, il Castello e un’atmosfera fiabesca è Praga, nota anche per la vivace vita notturna e i prezzi accessibili. Perfetta per un viaggio post-Maturità.

Estate 2025, italiani al mare ma… dove non ci sono insetti!

A rivelarlo è una nuova indagine condotta da Rentokil: gli insetti infestanti hanno il potere di influenzare la meta delle vacanze. Il 16% degli intervistati è infatti terrorizzato all’idea di poter incontrare strani infestanti in viaggio.
Quest’estate il 53% degli italiani trascorrerà le vacanze al mare nel Belpaese, mentre il 18% sceglierà una meta europea e il 10% il fresco della montagna.

Ma a guidare i connazionali nella scelta per il 15% è proprio la tipologia di infestanti che si potrebbero incontrare.
Il 31% degli italiani ammette di aver sviluppato una sensibilità al ‘tema insetti’ con l’avanzare dell’età, e di prestare a esso maggiore attenzione superata la gioventù.
Quanto al resto degli intervistati afferma di non essere spaventato da nulla.

Zanzare, un problema per il 61% dei viaggiatori

Per quanto la maggior parte dei connazionali sia avventuriera, nella valigia di quasi 1 italiano su 2 non mancano repellenti e trattamenti per evitare punture, principalmente di zanzare, causa di problemi più frequente per il 61% dei viaggiatori. 

Secondo gli ultimi dati riportati dall’ISS dall’1 gennaio al 31 maggio 2025 in Italia si sono registrati 60 casi di Dengue tutti associati a viaggi all’estero (età media 41 anni, 53% di sesso maschile, nessun decesso), 13 casi confermati di Chikungunya, anch’essi associati a viaggi all’estero (età media 50 anni, 54% di sesso maschile, nessun decesso), 4 casi di Zika virus, 5 casi di TBE e 1 di Toscana virus.

La sicurezza igienica condiziona la scelta della struttura

Non solo la destinazione, ma anche e soprattutto la struttura ricettiva sono importanti.
Per il 61% degli intervistati la sicurezza igienica e la prevenzione da infestanti rappresentano un criterio principale nella scelta della struttura.

Un altro 31% ritiene questi fattori abbastanza importanti, ma non decisivi e li considera pari ad altri fattori rilevanti nella scelta, come prossimità al centro e a luoghi di interesse, efficienza dei collegamenti con i mezzi pubblici, rapporto qualità/prezzo, servizi offerti, personalizzazione dell’esperienza e attenzione all’ambiente.
Quasi il 9%, poi, si fida semplicemente delle foto, o addirittura, non ci pensa mai.

Cimici dei letti: lo scenario più temibile 

Di fronte al più temibile degli scenari, ovvero, trovare le cimici dei letti o un altro infestante nella stanza d’albergo, il 71% chiederebbe un cambio di stanza immediato, suggerendo un intervento di disinfestazione alla struttura.
Il 29%, invece, chiederebbe un rimborso rifiutando l’intero soggiorno, Per nessun intervistato trovare infestanti in camera sarebbe ignorabile.

Emerge quindi l’esigenza di ricevere maggiori informazioni rispetto ai servizi e alle misure preventive adottate. Per il 35% sarebbe importante avere informazioni chiare e trasparenti sulla pulizia e l’igiene delle strutture turistiche, e il 27% si sentirebbe al sicuro sapendo che hotel e B&B effettuano con regolarità servizi di disinfestazione.