Shopping digitale: le truffe continuano a aumentare (travestite da extra sconti)  

Il 2025 non è stato un anno tranquillo per quanto riguarda lo shopping online. Le truffe sul web hanno infatti toccato i 112,6 miliardi di euro.

Secondo le analisi diffuse da Kaspersky (fonte: Securelist), i criminali informatici hanno continuato a sfruttare ogni occasione buona per colpire: dai saldi stagionali ai periodi di maggiore traffico sulle piattaforme di gaming. Un ecosistema affollato in cui gli utenti cercano occasioni, mentre i truffatori cercano… utenti.

Phishing e ancora phishing 

Da gennaio a ottobre 2025, i sistemi di Kaspersky hanno bloccato oltre 6,3 milioni di tentativi di phishing camuffati da comunicazioni di negozi online, banche e servizi di pagamento. Quasi la metà – il 48,2% – mirava direttamente a chi stava facendo acquisti. In altre parole, il bersaglio più semplice resta chi, tra sconti e offerte, abbassa la guardia anche solo per un attimo.

Gamer sotto attacco

Il mondo dei videogiochi non è stato più fortunato. Nel 2025 sono stati rilevati più di 20 milioni di tentativi di attacco alle piattaforme dedicate al gaming, con una concentrazione impressionante su Discord: circa 18,5 milioni di rilevamenti. Un dato enorme, più di quattordici volte superiore a quello registrato l’anno precedente.

A ciò si aggiungono oltre due milioni di tentativi di phishing costruiti imitando servizi come Steam, PlayStation o Xbox. Gli attaccanti si sono infilati ovunque, spesso mascherando malware dentro finti software di gioco o improbabili aggiornamenti gratuiti.

Black Friday e Single’s Day: i picchi delle false offerte

Come ogni anno, novembre è stato il mese più caldo. Nelle prime due settimane Kaspersky ha intercettato quasi 147 mila email di spam legate alle promozioni del Black Friday, più di 2.500 delle quali riferite al Single’s Day. Molti messaggi ricalcavano modelli già visti: si fingeva di rappresentare colossi come Amazon, Walmart o Alibaba e si prometteva un accesso anticipato a sconti imperdibili. Peccato che il link portasse dritto a pagine fraudolente.

Nemmeno lo streaming è immune: centinaia di migliaia di tentativi di phishing hanno sfruttato i nomi di Netflix e Spotify per attirare utenti ignari.

“I malintenzionati seguono gli utenti ovunque”

Olga Altukhova, Senior Web Content Analyst di Kaspersky, ha spiegato che le minacce si muovono ormai dentro l’intero ecosistema digitale: dallo shopping ai videogiochi, fino alle piattaforme di streaming e ai sistemi di messaggistica. È un mondo dove tutto è interconnesso, e proprio per questo serve attenzione costante.

Piccole abitudini, molta più sicurezza 

Le raccomandazioni degli esperti sono semplici ma spesso decisive: diffidare dei link nelle email, controllare con cura ogni sito prima di inserire dati, leggere recensioni quando si acquista da negozi sconosciuti e tenere d’occhio movimenti bancari e carte di credito.

Riscaldamenti accesi: come difendersi dalle bollette “bollenti”

Con l’arrivo dei primi freddi, in molte zone d’Italia i termosifoni sono tornati a lavorare a pieno ritmo. E con loro, inevitabilmente, anche la preoccupazione delle famiglie per il costo del gas. Secondo un’analisi di Facile.it, con le attuali tariffe del mercato libero riscaldare un’abitazione per l’intera stagione invernale richiederà in media circa 1.024 euro.

Una cifra che, per molte tasche, pesa eccome. Ma qualcosa si può fare: dal buon senso quotidiano alle tecnologie intelligenti, le occasioni per tagliare la spesa non mancano.

Primo passo: la temperatura giusta

A volte ci comportiamo come se la casa dovesse diventare una serra tropicale. In realtà, basta poco per risparmiare. Abbassare il termostato di un solo grado può ridurre la bolletta anche di un centinaio di euro in un anno.

Se poi si accorciano i tempi di accensione dei radiatori – anche di un’ora al giorno – si arriva a risparmiare altri 35 euro circa. Le valvole termostatiche, ormai diffuse, permettono inoltre di evitare sprechi e scaldare solo gli ambienti davvero utilizzati.

Caldaia efficiente e piccoli trucchi quotidiani

La revisione della caldaia non è solo un obbligo: è un’assicurazione sulla sicurezza e sul portafoglio. Un controllo annuale, specialmente prima dell’inverno, permette di evitare consumi inutili e guasti improvvisi.

A questo si affiancano piccoli accorgimenti quotidiani: evitare ricambi d’aria prolungati mentre i termosifoni sono accesi, non coprire i radiatori, chiudere tapparelle e persiane la sera per trattenere il calore.

Ristrutturare: un investimento che fa la differenza

Chi può permetterselo può prendere in considerazione lavori strutturali che migliorano l’isolamento della casa. Cappotti termici, sostituzione degli infissi o un semplice controsoffitto possono ridurre i consumi anche del 20%.

Non sono interventi economici, ma per il 2025 resta attivo il Bonus ristrutturazione, che permette di recuperare parte della spesa.

Tecnologia al servizio del risparmio

Negli ultimi anni la domotica è diventata un’alleata preziosa. Un termostato intelligente, capace di regolare la temperatura in base al meteo e ai ritmi della famiglia, può evitare sprechi significativi.

Lo stesso vale per le centraline automatiche, che ottimizzano l’impianto e stabiliscono programmi personalizzati con una precisione quasi chirurgica.

Il fornitore giusto permette di spendere meno

Infine, un punto spesso sottovalutato: la scelta del fornitore. Nel mercato libero le variazioni di prezzo sono notevoli. Facile.it stima che tra l’offerta migliore e quella più costosa ci possa essere una differenza fino al 34%.

Tradotto: scegliere male può costare fino a 310 euro in più a stagione. Gli esperti ricordano che cambiare contratto è gratuito e non comporta interruzioni: basta muoversi per tempo, dai 15 ai 60 giorni prima.

Prezzi: a ottobre 2025 carrello della spesa meno caro (-0,3%) 

Secondo le stime preliminari dell’Istat nel mese di ottobre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, evidenzia una variazione del -0,3% su base mensile, e del +1,2% su base annua (era +1,6% a settembre).
Nello stesso mese, l’inflazione rallenta sensibilmente, scendendo a +1,2%, appena al di sotto del valore di fine 2024. La decelerazione risente del marcato ridimensionamento del ritmo di crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati e del calo di quelli degli Energetici regolamentati.

In rallentamento anche la crescita su base annua dei prezzi del ‘carrello della spesa’ (+2,3% da +3,1%), mentre l’inflazione di fondo rimane invariata. Il tasso di inflazione acquisito a ottobre, calcolato sulla base dei dati provvisori, si attesta al +1,6%.

L’inflazione di fondo rimane invariata

La sensibile decelerazione del tasso d’inflazione si deve prevalentemente al marcato rallentamento su base tendenziale dei prezzi degli Energetici regolamentati (da +13,9% a -0,8%), degli Alimentari non lavorati (da +4,8% a +1,9%), e in misura minore, di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +2,0%). 

Tali effetti sono solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,1% a +3,3%).
Nel mese di ottobre, inoltre, l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta invariata (+2,0%) e quella al netto dei soli beni energetici rallenta (da +2,1% a +2,0%).

Decelerano beni alimentari, per la cura della casa/persona e i prodotti ad alta frequenza d’acquisto

La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si attenua (da +0,6% a +0,2%) e quella dei servizi rimane stabile (+2,6%). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni aumenta, salendo a +2,4 punti percentuali dai +2,0 del mese precedente.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano (da +3,1% a +2,3%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +2,3%).

Su base annua indice IPCA a +1,3%

La variazione congiunturale negativa dell’indice generale riflette la diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-6,7%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%), degli Energetici non regolamentati (-0,8%), dei Beni durevoli, dei Servizi relativi alle comunicazioni e dei Servizi relativi ai trasporti (-0,3% tutti e tre), parzialmente attenuata dalla crescita dei prezzi degli Alimentari lavorati (+0,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (+0,3%).

L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,6% per l’indice generale e a +2,0% per la componente di fondo.
In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -0,2% su base mensile e a +1,3% su base annua (+1,8% nel mese precedente).

Italiani, come organizzano le loro giornate? In base alle abitudini

Sveglia, colazione, un po’ di ordine in casa e poi via verso i primi impegni della giornata.
Per molti italiani la mattina si apre sempre nello stesso modo, e non è un caso: secondo una recente ricerca del Radar SWG, più della metà degli intervistati dichiara di seguire regole, orari e azioni ricorrenti soprattutto nelle prime ore del giorno.

La routine del mattino: cura della casa e del corpo

La parte più abitudinaria della giornata riguarda la cura della casa e quella di sé. Il 42 per cento degli intervistati svolge sempre le stesse attività domestiche, mentre il 38 per cento ha rituali precisi dedicati al proprio benessere, dalla skincare a una pausa rilassante prima di iniziare la corsa quotidiana.

Anche lo svago segue spesso uno schema ripetuto: un altro 38 per cento gli dedica momenti fissi della settimana.

Quando arriva il tempo libero

Nel pomeriggio, le routine assumono un tono diverso. La socialità coinvolge il 30 per cento degli italiani in gesti abituali come incontrare gli amici o sentire i familiari, mentre il 27 per cento mantiene abitudini legate alla cultura: una serie tv da non perdere, un libro da portare avanti, o magari una mostra ogni tanto.
Anche alimentazione e piccoli piaceri al di fuori dei pasti tradizionali hanno il loro spazio rituale, coinvolgendo circa un quinto del campione.

Routine amiche della tranquillità

Ciò che emerge con chiarezza è che la maggioranza degli italiani ha bisogno di queste abitudini per portare a termine i propri impegni.
Il 63 per cento racconta che i rituali permettono di incastrare tutto senza stress e un 49 per cento rivela di organizzare piccole routine anche nel weekend per non perdere il ritmo.

La necessità di staccare

Allo stesso tempo, però, quattro italiani su cinque provano un senso di sollievo quando arriva il fine settimana: sospendere gli orari, cambiare programmi all’ultimo e spezzare il ritmo dà una sensazione di libertà preziosa dopo giorni scanditi da impegni e responsabilità.

Come vengono percepiti gli abitudinari

Quando si pensa a chi segue rigidamente una routine, la prima immagine è positiva: per il 44 per cento queste persone sono rigorose e organizzate, e il 34 per cento le vede equilibrate e affidabili.
C’è però anche chi riconosce una sfumatura meno piacevole: circa un terzo associa l’abitudine a una possibile rigidità o ansia.

Ogni tanto serve una pausa

La fotografia scattata da SWG mostra quindi un equilibrio delicato: le abitudini offrono stabilità, ma interromperle ogni tanto fa bene. Una pausa nel weekend non è disordine: è solo un modo per respirare prima di ripartire.

Lavoro: a ottobre buone previsioni per costruzioni e servizi alle persona

Il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, delinea le previsioni per il mercato del lavoro a ottobre 2025 e nel trimestre ottobre-dicembre.
A ottobre le imprese programmano circa 520mila nuove assunzioni, -11mila (-2,1%) rispetto a ottobre 2024. Per il trimestre le assunzioni programmate salgono a oltre 1,3 milioni, -29mila rispetto allo stesso trimestre del 2024.

Le costruzioni mostrano una solida tenuta, con 52mila assunzioni previste nel mese e oltre 128mila nel trimestre, così come i servizi alla persona (66mila e 159mila).
Ma nonostante la contrazione della domanda di lavoro, rimane elevata la difficoltà di reperimento del personale, che riguarda il 46,8% delle figure ricercate.

Assunzioni per settore primario e industria

Il settore primario prevede oltre 43mila ingressi nel mese e più di 85mila nel trimestre. A ricercare maggiormente manodopera sono le imprese del comparto coltivazioni ad albero (17mila nel mese, circa 31mila nel trimestre) e delle coltivazioni di campo (13mila, 26mila).

Nel comparto industriale sono attese quasi 137 mila assunzioni nel mese e oltre 333 mila nel trimestre. Per il manifatturiero, alla ricerca di circa 85mila lavoratori nel mese e oltre 205mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dalle industrie della meccatronica (19mila, 49mila), dalle industrie alimentari, bevande e tabacco (17mila, 39mila) e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (15mila, 36mila).

Segnali positivi dalle grandi imprese

Nel terziario, dove si concentrano circa 340mila assunzioni a ottobre e oltre 893mila nel trimestre, il turismo si conferma il principale motore occupazionale (86mila, 240mila), seguito da commercio (74mila e 199mila).
Le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) mostrano un segnale positivo, con 3mila assunzioni in più nel mese (+2,9%) e 5mila nel trimestre (+2,0%), mentre risultano in flessione le previsioni nelle altre fasce dimensionali, con una maggiore intensità nelle imprese di media dimensione (-4,1%, -4,5%).

Il tempo determinato resta la forma contrattuale prevalente, con quasi 306mila unità, pari al 58,8% del totale, seguito dai contratti a tempo indeterminato (circa 99mila, 19,0%) e da quelli di somministrazione (42mila, 8,1%). 

Lavoratori immigrati coprono il mismatch

A ottobre le imprese segnalano difficoltà di reperimento per oltre 243mila lavoratori ricercati. A risentire maggiormente del mismatch sono le industrie metallurgiche e metallifere (67,5%) e delle costruzioni (60,8%).
Le imprese sono alla ricerca di lavoratori immigrati per coprire più di 117mila ingressi programmati a ottobre, pari al 22,5% del totale contratti. Sono invece oltre 155mila i giovani under30 ricercati (30% del totale).

A livello territoriale cresce la domanda di lavoro delle imprese del Centro (+2mila nel mese e +4mila nel trimestre), mentre si segnala una contrazione per le imprese del Nord Ovest (-6mila, -15mila), del Nord Est (-3mila, -6mila) e del Sud e Isole (-5mila, -12mila nel trimestre).

Autunno, per gli italiani “ci sta” riorganizzare le proprie giornate

Quando arrivano i primi giorni di autunno, più o meno ogni di noi si trova a fare i conti con i classici buoni propositi. Questa stagione, infatti, porta con sé un cambiamento di ritmo che induce a riprogrammare la propria routine.

Tra lavoro, palestra, piccoli rituali e momenti di socialità, gli italiani affrontano il periodo autunnale trasformando ciò che potrebbe sembrare un peso in qualcosa che, come si dice spesso, “ci sta”. A raccontarlo è un’indagine condotta da Sanbittèr con metodologia SWOA (Social Web Opinion Analysis), che ha individuato le cinque abitudini più rappresentative di questo spirito.

Il piacere delle serate casalinghe

Dopo aver trascorso le giornate estive all’insegna della compagnia e delle uscite, adesso è si riscopre il piacere di una serata passata in casa. Il 65% degli intervistati considera questo momento un vero toccasana: leggere, guardare una serie TV o semplicemente rilassarsi diventa un modo per ricaricare le batterie.
L’autunno, insomma, regala l’occasione di rallentare e apprezzare il valore della pace domestica.

Ritorno in palestra: da dovere a superpotere

La seconda posizione, con il 59% delle preferenze, è occupata dal ritorno all’attività fisica. Se all’inizio può sembrare un obbligo dopo mesi di relax, con il tempo diventa una routine che aiuta a scaricare lo stress e a ritrovare energia.
Un modo per affrontare le giornate con slancio, trasformando la fatica iniziale in un beneficio tangibile.

L’aperitivo come rito sociale

Certo, siamo tornati tutti i ufficio e al solito tran tran fatto di ritmi serrati. Però all’aperitivo post lavoro non si rinuncia. Il 54% degli italiani lo considera il perfetto contrappeso alla giornata lavorativa.

Che sia improvvisato con colleghi o programmato con amici, questo appuntamento rappresenta un momento di leggerezza e socialità che nemmeno la pioggia autunnale riesce a cancellare.

Fare ordine e ripartire

In quarta posizione c’è il bisogno di mettere in fila le cose. Il 48% degli intervistati associa l’autunno al riordino, che si tratti di sistemare l’armadio, riorganizzare gli spazi o pianificare nuovi obiettivi. Un gesto pratico che diventa anche simbolico: sentirsi più leggeri e pronti a nuovi inizi.

Check up di stagione

Infine, il 43% degli italiani approfitta di questo periodo per dedicarsi ai controlli di routine. Un’abitudine che, seppur percepita come impegnativa, viene reinterpretata come un atto di cura verso sé stessi. L’autunno diventa così il momento ideale per occuparsi della salute e conquistare maggiore serenità.

“Ci sta”: un mantra quotidiano

Secondo la ricerca, l’espressione “ci sta” in autunno assume un significato speciale. Per molti rappresenta una sorta di rassegnazione positiva: accettare impegni che sembrano pesanti ma che, alla fine, portano vantaggi concreti. Allo stesso tempo, è anche il linguaggio della comfort zone, usato per descrivere situazioni di confidenza e momenti leggeri condivisi con gli altri.

Così, quello che in apparenza sembra un dovere si trasforma in un’occasione di benessere e complicità. L’autunno, tra rituali e buoni propositi, diventa la stagione in cui gli italiani riscoprono che, in fondo, affrontare le sfide quotidiane “ci sta”.

ChatGPT: la democratizzazione dell’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza artificiale sta creando valore economico nella vita di tutti i giorni e sul posto di lavoro. E ChatGPT ha contribuito alla sua democratizzazione.
Lo rivela uno studio sull’uso di ChatGPT, frutto del lavoro congiunto tra il team di ricerca economica di OpenAI e l’economista di Harvard David Deming, basato sull’analisi di 1.5 milioni di conversazioni. 

Oggi l’adozione di ChatGPT si è estesa oltre la cerchia dei primi utilizzatori, riducendo significativamente i divari demografici tra gli utenti. In particolare, il divario di genere.
Se infatti a gennaio 2024 la percentuale di utenti con nomi femminili era del 37%, a luglio 2025 questa quota è salita a oltre il 52%, rendendo l’adozione di ChatGPT simile a quella della popolazione adulta generale.

Uno strumento globale per attività professionali e quotidiane 

L’AI è diventata uno strumento globale, con una crescita particolarmente rapida nei Paesi a basso e medio reddito, dove a maggio 2025 i tassi di adozione sono stati oltre 4 volte superiori rispetto ai Paesi a reddito più elevato.

L’uso di ChatGPT da parte dei consumatori si concentra in gran parte su attività quotidiane e pratiche. I tre quarti delle conversazioni hanno infatti un orientamento pratico, vertendo principalmente sulla ricerca di informazioni e sulla scrittura. E se la scrittura è l’attività lavorativa più comune, la programmazione e l‘espressione personale per ora rimangono utilizzati da una nicchia di utenti.

Si interagisce con l’AI per chiedere, fare, esprimere

Secondo lo studio, le interazioni possono essere suddivise in tre categorie principali.
Con il 49% dei messaggi Chiedere (Asking) è la categoria che dimostra come le persone considerino ChatGPT più come un consigliere che come un semplice esecutore di compiti.

Fare (Doing, 40%), comprende invece interazioni orientate al compito, come la stesura di testi, la pianificazione o la programmazione, mentre Esprimere (Expressing, 11%), include un uso volto alla riflessione personale, l’esplorazione o il gioco.

Dal lavoro alla vita personale: l’impatto economico dei Chatbot 

L’impatto economico di ChatGPT si estende quindi dal lavoro alla vita personale, con circa il 30% del suo utilizzo destinato ad attività professionali e il restante 70% a scopi non lavorativi.

Entrambe le categorie continuano a crescere, riferisce Adnkronos, sottolineando il duplice ruolo dell’AI come strumento di produttività e fattore di valore per i consumatori.
Un modo fondamentale in cui viene generato valore è attraverso il supporto decisionale, con l’AI che aiuta a migliorare il giudizio e la produttività, specialmente nelle mansioni ad alta intensità di conoscenza.

Mercato immobiliare: quasi 285.000 compravendite da fonti notarili nel IV trimestre 2024

Emerge dai dati ISTAT: dopo la ripresa rilevata nel corso dei due trimestri precedenti il IV trimestre 2024 chiude l’anno con quasi 285.000 compravendite immobiliari, registrando un balzo in avanti dell’indice destagionalizzato.
Rispetto al IV trimestre 2023 i volumi intermediati sono in aumento, velocizzando la crescita appena accennata che si era registrata l’anno precedente (+0,5% sul IV trimestre 2022). 

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (98.608 nel IV trimestre 2024) crescono del 16,9% rispetto allo stesso periodo del 2023, quando i mutui avevano segnato un calo quasi diametralmente opposto (-14,5 rispetto al IV trimestre 2022).
Anche in questo caso, l’indice destagionalizzato mostra una crescita maggiore rispetto a quella già osservata nei due trimestri precedenti.

Rispetto al III trimestre +3,9% atti traslativi

Nel IV trimestre 2024 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari sono 284.812. La variazione percentuale rispetto al trimestre precedente (dato destagionalizzato) è pari a +3,9%, mentre su base annua (dato grezzo) l’incremento è pari a +2,7%.

Nel confronto congiunturale le compravendite del comparto abitativo sono in aumento nel Nord-Est (+6,8%), al Sud (+6,3%), nel Nord-Ovest (+4,0%) e nelle Isole (+3,0%), mentre risultano invariate al Centro.
Le compravendite di immobili a uso economico sono in aumento al Sud (+7,5%) e nelle Isole (+2,1%), stabili nel Nord-Ovest (-0,1%) e in diminuzione nel Centro (-3,9%) e nel Nord-Est (-2,8%).

Il 93,7% riguarda immobili a uso abitativo

Il 93,7% delle convenzioni stipulate riguarda i trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (266.848), il 5,9% a uso economico (16.908) e lo 0,4% quelli a uso speciale e multiproprietà (1.056).
Rispetto al IV trimestre 2023 le transazioni immobiliari crescono nel comparto abitativo (+3,1%) e diminuiscono nel comparto economico (-3,6%). A livello territoriale, su base annua, il settore abitativo aumenta nel Nord-Est e al Sud (entrambi +7,3%), nel Nord-Ovest (+4,1%) e nelle Isole (+2,6%), mentre diminuisce nel Centro (-6,9%).

Nell’ambito del comparto abitativo le compravendite restano sostanzialmente stabili nei grandi centri (-0,2%) e aumentano nei piccoli (+5,6%), mentre in quello economico risultano in calo sia nei grandi sia nei piccoli centri (-6,3% e -1,9%).

Mutui: 98.608, +7,2% in un anno

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono 98.608.
Rispetto al trimestre precedente la variazione percentuale è +5,9%, mentre su base annua è +16,9%. L’aumento interessa tutto il territorio nazionale sia su base congiunturale sia su base annua.

Nell’intero anno 2024, il mercato immobiliare con 950.240 convenzioni notarili di compravendita registra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (+1,7% nel complesso, +1,8% il settore abitativo e +1,0% il comparto economico). I mutui, con 331.013 convenzioni, sono in aumento del 7,2%.

Italiani, su quali basi scelgono un’auto nuova?

Italia e quattro ruote, una passione che resiste ai cambiamenti del tempo e delle abitudini. Ma quando arriva il momento di acquistare una nuova auto, quali criteri pesano di più? Il prezzo? Le prestazioni? Oppure l’affidabilità del marchio?

Per scoprirlo, Facile.it ha affidato a mUp Research un’indagine nazionale su oltre 1.300 automobilisti tra i 18 e i 74 anni. I risultati raccontano molto delle abitudini e delle priorità degli italiani al volante.

Prezzo e alimentazione i due elementi cardine

Il primo dato non stupisce: per il 65,5% degli intervistati il prezzo resta il fattore fondamentale, con oltre 24 milioni di persone che mettono il portafoglio davanti a tutto. La percentuale è simile tra uomini e donne, ma cresce tra chi ha più di 55 anni e tra i residenti del Centro Italia, dove supera il 70%.

Al secondo posto si piazza il tipo di alimentazione (48,6%). Benzina, diesel, ibrido o elettrico: la scelta della motorizzazione pesa soprattutto per gli automobilisti più maturi, che guardano con attenzione a costi e praticità.

Il terzo gradino del podio è occupato dai costi di gestione – assicurazione, manutenzione, consumi – indicati dal 38,6% del campione, con picchi oltre il 42% al Sud e nelle Isole.

Dimensioni a misura di città

Appena fuori dal podio ci sono le dimensioni del veicolo, citate dal 27,9% degli italiani. Un parametro che diventa cruciale nelle grandi città, dove il parcheggio è un’impresa, e nei piccoli centri, dove strade e vicoli stretti spingono verso auto compatte.

Uomini e donne a confronto

Lo studio rivela anche alcune differenze di genere. La reputazione del marchio ha lo stesso peso per entrambi (20,2%), ma gli uomini guardano più alle prestazioni (24,3% contro 20,4%) e all’estetica (19,8% contro 15,4%).
Le donne invece privilegiano la facilità di guida e la maneggevolezza: un aspetto decisivo per il 21,5% di loro, contro appena il 13,8% degli uomini.

Consegna? Non c’è fretta

Curiosamente, la rapidità con cui arriva l’auto nuova non sembra preoccupare gli italiani: solo il 3,1% la considera una priorità. La maggior parte preferisce attendere qualche mese pur di avere il modello desiderato.

Il quadro generale

In sintesi, l’acquisto di un’auto in Italia resta dominato da logiche economiche, ma emergono differenze legate all’età, al territorio e al genere.
Se il prezzo rimane il fattore numero uno, cresce l’attenzione verso alimentazione e costi di gestione: segnali di un mercato in evoluzione, sempre più legato alla sostenibilità e alla praticità di utilizzo quotidiano.

Cosa deve includere il manuale HACCP per essere a norma?

Il manuale HACCP è un documento obbligatorio per tutte le attività che operano nel settore alimentare, e descrive procedure per garantire sicurezza.

Il suo scopo è identificare e gestire i potenziali rischi igienico-sanitari in ogni fase della produzione, dalla materia prima fino al prodotto finale. Un manuale a norma è il cuore del sistema di autocontrollo di un’impresa alimentare e assicura che vengano adottate misure adeguate per la tutela della salute del consumatore.

La sua redazione richiede grande accuratezza, in quanto un documento incompleto o non aggiornato può portare a sanzioni e mette a rischio l’intera operatività dell’azienda.

I prerequisiti del manuale HACCP

Prima di descrivere i principi del sistema HACCP, è essenziale fare in modo che il manuale contenga una descrizione completa dei prerequisiti.

Questi sono l’insieme delle buone prassi igieniche e delle condizioni operative che costituiscono la base per un ambiente di produzione sicuro.

Si tratta delle procedure standardizzate che ogni azienda deve applicare quotidianamente, incluse le procedure per la pulizia degli ambienti.

Vengono inoltre descritte la manutenzione delle attrezzature, la gestione dei rifiuti e il controllo degli infestanti.

La formazione del personale è un altro argomento cardine, e la verifica che tutti i dipendenti conoscano e applichino correttamente le norme igieniche è un aspetto imprescindibile.

La descrizione dell’azienda e dei prodotti

Il manuale deve iniziare con una sezione dettagliata che identifica l’azienda. Questa parte include informazioni come la ragione sociale, l’indirizzo e il tipo di attività svolta.

Va specificato se si tratta di una produzione, di un’attività di ristorazione o di un’impresa di distribuzione.

È necessario poi elencare i prodotti o le categorie di prodotti trattati. Per ogni prodotto, il manuale deve fornire una descrizione completa.

Devono essere indicati gli ingredienti utilizzati e le caratteristiche del prodotto finito. Inoltre, si deve specificare l’uso a cui è destinato il prodotto, ad esempio se è pronto per il consumo o necessita di cottura. Va anche specificato il ciclo di vita del prodotto.

L’analisi dei pericoli e i punti critici di controllo

Questa sezione è il cuore del manuale per HACCP. Per prima cosa, bisogna effettuare un’analisi completa dei pericoli che possono mettere a rischio la sicurezza alimentare, che possono essere biologici, chimici o fisici.

Ad esempio, la presenza di batteri, residui di pesticidi o frammenti di vetro. Dopo aver identificato i pericoli, il manuale deve specificare le misure preventive da adottare.

Il passo successivo è l’identificazione dei punti critici di controllo (CCP), una fase del processo in cui è possibile applicare un controllo per prevenire, eliminare o ridurre un pericolo.

L’esempio classico è la cottura, che elimina i microrganismi patogeni.

I limiti critici e le azioni correttive

Per ogni punto critico di controllo identificato, il manuale deve stabilire dei limiti critici. I limiti critici sono valori massimi e/o minimi che devono essere rispettati per mantenere il controllo.

Questi possono essere una temperatura, un tempo o un livello di acidità. Se un parametro non rispetta il limite stabilito, il manuale deve descrivere le azioni correttive da intraprendere.

Le azioni correttive devono ripristinare il controllo del processo ed identificare la causa della deviazione e agire per impedire che si verifichi di nuovo.

Il sistema di monitoraggio

Una volta definiti i limiti critici e le azioni correttive, il manuale deve spiegare come si intende monitorare i CCP.

Si deve specificare chi è responsabile del monitoraggio, come verrà effettuato e con quale frequenza. Ad esempio, il manuale potrebbe stabilire che la temperatura di un forno deve essere controllata ogni ora da un addetto.

Questo permette di intervenire prontamente in caso di deviazione prima che il prodotto diventi pericoloso.

Le procedure di verifica e documentazione

Un manuale HACCP deve includere anche le procedure di verifica, ovvero attività che confermano che il sistema sta funzionando come previsto.

Si tratta di controlli periodici, come l’analisi di campioni di prodotto o l’ispezione delle registrazioni.

Inoltre, il manuale deve stabilire un sistema di documentazione efficace. Tutte le registrazioni, come i dati di monitoraggio e le azioni correttive, devono essere conservate.

La corretta tenuta di tutti i documenti e delle registrazioni dimostra il rispetto delle norme e permette una rintracciabilità completa dei prodotti.