Perché l’acqua della doccia diventa improvvisamente fredda?

Una delle parentesi di benessere quotidiano che amiamo maggiormente è probabilmente il momento della doccia. Quando facciamo la doccia infatti, ci rilassiamo profondamente e ci lasciamo coccolare dal calore dell’acqua che ci accarezza la pelle.

Questo piacevole benessere quotidiano però, delle volte è interrotto a causa dell’acqua che diventa improvvisamente fredda.

Non è per nulla piacevole infatti, constatare che l’acqua calda della doccia diventa improvvisamente fredda, magari per tornare poi ad essere nuovamente calda e così via.

Probabilmente dietro questo tipo di comportamento c’è un piccolo problema alla caldaia o regolazione necessaria. Vediamo allora di individuare le possibili cause e soluzioni di seguito.

La temperatura massima dell’acqua è troppo alta

Le caldaie a produzione istantanea di acqua calda hanno una precisa caratteristica. Nel momento in cui l’acqua erogata raggiunge la temperatura desiderata, bloccano l’erogazione di calore.

Ciò significa che nell’intervallo di tempo tra il momento in cui percepiamo l’acqua fredda e quello in cui la caldaia si riattiva per ricominciare a riscaldarla, avvertiremo questa sensazione poco piacevole di freddo.

Per rimediare in questo caso la soluzione più semplice è quella di diminuire la temperatura massima erogata. In questa maniera la caldaia continuerà a produrre continuamente acqua calda senza questi fastidiosi sbalzi di temperatura. In questo caso dunque è sufficiente lavorare sulla regolazione della temperatura per risolvere il problema.

La portata del soffione

Devi sapere che il tuo soffione della doccia ha una sua portata, che di norma si aggira sui 15 litri al minuto. Se la portata del tuo soffione è notevolmente inferiore alla capacità della caldaia di generare acqua calda, questa tenderà ad accumularsi generando il fenomeno dell’acqua fredda.

Dunque il problema in questo caso potrebbe risolversi cambiando il soffione della doccia e quindi acquistandone uno che abbia una portata superiore. Orientativamente uno con una portata di 20 litri al minuto dovrebbe essere sufficiente.

Il calcare

Anche il calcare è in grado di influire sulla temperatura dell’acqua. Questo è un problema che si verifica maggiormente in quelle zone servite da un’acqua particolarmente dura e dunque ricca di calcare.

Quando questo si accumula infatti, crea delle incrostazioni che sono in grado di influire sulla portata della doccia, riducendola. Per lo stesso principio di poco fa, dunque quello dell’accumulo dell’acqua e della portata ridotta, l’acqua potrebbe uscire fredda.

Per risolvere questo problema è necessario smontare il soffione della doccia ed immergerlo in aceto bianco o altra sostanza apposita per un paio d’ore. Fatto questo, le incrostazioni di calcare si scioglieranno e sarà possibile reinstallare il soffione.

Problema di altra natura

Se il problema che interessa la tua caldaia non è relativo a nessuno dei tre evidenziati sopra, allora potrebbe essere di altra natura.

Non sempre il problema è facile da individuare e soprattutto non sempre si tratta di qualcosa che è possibile risolvere autonomamente. Tra l’altro stiamo parlando di un dispositivo delicato, probabilmente il più delicato che esiste in casa, e per questo è meglio affidarsi a mani esperte quando ci si rende conto che non si tratta di una problematica facilmente risolvibile quando non si hanno le giuste competenze.

Capita ad esempio che a causa di un malfunzionamento la caldaia si spenga durante il funzionamento per riavviarsi dopo una decina di secondi, rilasciando dell’acqua fredda durante questo intervallo.

In questo caso è necessario contattare un tecnico esperto nella installazione caldaie che andrà ad apportare il giusto tipo di intervento e collauderà nuovamente il dispositivo per accertarsi che tutto funzioni bene.

Sarà anche l’occasione per verificare che la caldaia sia perfettamente funzionante o andare a sostituire eventuali pezzi ormai usurati.

Quali sono i sintomi della bronchite?

Soprattutto in questo periodo, ovvero nel momento in cui l’emergenza da Covid-19 non è ancora finita, tutte le volte che prendiamo una brutta influenza siamo assaliti dal dubbio.

A tal proposito, secondo i media nazionali, sono tantissime le persone che si presentano in ospedale convinti di aver contratto il Covid-19 ma che poi in realtà hanno semplicemente una bronchite.

Vediamo allora insieme di capire quali sono i sintomi della bronchite e come la si riconosce.

Cos’è la bronchite?

La bronchite è una infiammazione di quella mucosa che appunto riveste i bronchi. Parliamo quindi di un processo infiammatorio che interessa l’albero bronchiale e la sua mucosa.

La bronchite può essere contratta in forma acuta o cronica in base alla tipologia di stato infiammatorio riscontrato.

Solitamente, la bronchite acuta è causata da un virus e la sua durata è relativamente breve. Nel caso in cui tale infiammazione si presenti più volte nel corso dell’anno può essere definita cronica.

Cosa causa la bronchite?

Le cause della bronchite possono avere diversa natura. Come accennato, nel caso di bronchite acuta le ragioni sono da ricercare in un virus.

Tipicamente si tratta di quello del raffreddore o dell’influenza. Dapprima l’infezione interessa alle alte vie aeree per interessare poi i bronchi.

A contribuire a tale stato infiammatorio possono essere anche il fumo, l’inquinamento o l’inalazione di varie sostanze tossiche.

Quali sono i sintomi della bronchite?

Riconoscere la bronchite dai suoi sintomi e relativamente facile. Essi possono essere così elencati:

  • Tosse che non diminuisce
  • Respiro affannoso
  • Fiato corto
  • Deglutizione dolorosa
  • Stato febbrile
  • Sensazione continua di brividi di freddo
  • Dolori articolari
  • Senso di pesantezza sul torace
  • Debolezza generica

Non per forza i sintomi devono presentarsi tutti contemporaneamente, in quanto la bronchite può manifestarsi anche semplicemente con uno o qualcuno di essi.

Come viene diagnosticata la bronchite?

Per diagnosticare la bronchite è possibile eseguire un test di provocazione bronchiale il cui scopo è quello di misurare l’ossido nitrico che è presente nell’aria che si respira.

Può essere anche effettuata la conta leucocitaria tramite analisi del sangue o degli esami di coltura sull’espettorato. Nel caso di situazioni più delicate è possibile anche procedere con una radiografia del torace o una TAC.

È il medico di volta in volta a decidere quale possa essere il test giusto da assegnare per diagnosticare la bronchite, considerando anche il quadro clinico del paziente e altri fattori di rischio.

Qual è la cura per la bronchite?

La cura per la bronchite varia in base alla sua natura. Nel caso in cui si tratti di bronchite acuta, dunque legata ad una infezione virale, è necessario affrontare un periodo di riposo, idratarsi a sufficienza e assumere antinfiammatori, mucolitici e antipiretici.

Nel caso in cui sia presente una sovrainfezione batterica, sarà il medico eventualmente ad indicare una terapia antibiotica.

Ad ogni modo, è possibile richiedere un teleconsulto medico per accertarsi della propria situazione e ricevere il parere di un esperto.

Un consulto specialistico tramite videochiamata, in questo caso con un pneumologo, è un servizio certamente comodo soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui gli spostamenti sono resi particolarmente difficili per via delle varie restrizioni.

Conclusione

Dunque ci sono anche diverse cose che possiamo fare in casa per riconoscere una bronchite e avere la certezza che non si tratti di altra patologia.

Ad ogni modo è sempre bene ascoltare il parere del proprio medico e seguire in maniera scrupolosa la cura che questi avrà deciso di assegnare al paziente.

La bronchite infatti, soprattutto in soggetti sani, può essere risolta anche nell’arco di qualche giorno in maniera efficace.

Distributore d’acqua per ufficio IWM | Qualità e convenienza

Offrire a tutti i dipendenti la possibilità di poter bere liberamente durante l’orario di lavoro, è un gesto che mostra vicinanza da parte dell’azienda e voglia di offrire ai lavoratori tutte le soluzioni in grado di determinare un certo livello di benessere all’interno dell’ambiente di lavoro. Se fino a ieri si utilizzava la classica acqua dei boccioni per consentire a tutti di potersi dissetare, oggi si preferisce individuare soluzioni più pratiche e che consentano di usufruire di costi di gestione più bassi, con particolare riferimento al prezzo al litro proposto, e certamente una maggiore facilità di accesso all’acqua considerando che i boccioni sono pensanti ed ingombranti. L’alternativa efficace e conveniente è oggi rappresentata dal distributore d’acqua per ufficio IWM, che offre ai dipendenti la possibilità di poter bere liberamente scegliendo tra acqua liscia, gasata, fredda o calda a proprio piacimento, con del ghiaccio se lo si preferisce.

Il vantaggio per le aziende nell’utilizzare questo impianto di ultima generazione risiede sicuramente nella comodità di accesso all’acqua rispetto i pesanti ed ingombranti boccioni, ma anche costi di approvvigionamento più bassi considerando che i dispenser IWM prelevano direttamente l’acqua della rete, la quale ha notoriamente un costo più basso. Questa viene filtrata e trattata così da eliminare ogni tipo di impurità, e consentire a tutti di bere un’acqua perfettamente bilanciata e personalizzata in base ai propri gusti. Parliamo dunque di un impianto in grado di coniugare convenienza, qualità e facilità di utilizzo, ragion per cui è oggi sempre più adottato all’interno di uffici e aziende di ogni tipo. I gestori dell’area in cui l’impianto viene collocato non dovranno farsi carico di alcuna opera di manutenzione perché saranno gli stessi tecnici IWM ad apportare gli interventi di controllo necessari nel corso dell’anno, così da garantire sempre la massima efficienza dell’impianto.

Hotellerie, anche la camera per i disabili può essere di design (e vendibile a tutti)

Si parla sempre più di turismo accessibile e, con questa definizione, si intende la possibilità per tutti di concedersi una vacanza, alle migliori condizioni. Quando si affronta l’argomento, si pensa a disabilità permanenti ma, più in generale, la parola accessibilità comprende anche disabilità temporanee che potrebbero coinvolgere ognuno di noi: una gamba ingessata, ad esempio – ma pure persone anziane o mamme con bambini che quindi necessitano di servizi ad hoc. Fatte queste premesse, appare evidente che sono gli alberghi i luoghi di vacanza in cui maggiormente si devono mettere in pratica tutte quelle misure che rendono la struttura e le camere pienamente accessibili.

Cosa dice la legge

In Italia, la legge che regolamenta l’accessibilità dei locali che offrono servizi al pubblico risale all’ormai lontano 1989 ed è quindi datata.  Si tratta della legge n. 13 del 1989 che, entrando nel merito, fa riferimento al Decreto Ministeriale 236 dello stesso anno. La norma ha sostanzialmente introdotto tre principi: l’accessibilità, la visitabilità e l’adattabilità. In particolare, è importante capire cosa si indende, legalmente, anche per accessibilità: si tratta della condizione in cui l’immobile è totalmente fruibile anche alle persone su sedia a ruote. Insomma, gli alberghi devono rispettare le indicazioni previste dal Decreto Decreto Ministeriale 236 per fregiarsi del titolo di accessibili. In particolare, l’art. 5 riporta: “1.3. Ogni struttura ricettiva (alberghi, pensioni, villaggi turistici, campeggi, ecc.) deve avere tutte le parti e servizi comuni ed un determinato numero di stanze accessibili anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria. Tali stanze devono avere arredi, servizi, percorsi e spazi di manovra che consentano l’uso agevole anche da parte di persone su sedia a ruote”.Ma questo non significa che le stanze degli hotel, e in particolare i bagni, debbano trasformarsi in ambienti dall’aspetto “medicale”. Tutt’altro.

Bello e funzionale significa vendibile

Fermo restando che una struttura ricettiva è giustamente obbligata ad attrezzare ad hoc alcune stanze per accogliere persone con disabilità, non è detto né scritto da nessuna parte che queste camere debbano perdere in bellezza e design. La funzionalità può infatti benissimo coniugarsi con l’estetica: e dovrebbe essere proprio così, altrimenti le camere allestite per chi ha una disabilità rischierebbero di essere vendute con maggior difficoltà ai clienti cosiddetti normodotati. E un albergo vive, e fa business, solo e soltanto se le camere sono piene.

Come scegliere il fornitore giusto

L’ambiente della camera d’hotel più delicato in questo ambito è sicuramente il bagno, che deve rispettare una serie di parametri in termini di spazi, dimensioni e accessibilità anche per chi è su una sedia a ruote. Ma devono anche essere dei locali ben curati e funzionali, così da essere completamente sicuri e godibili da chiunque. Per essere sicuri di realizzare ambienti di alta qualità e soprattutto in linea con le più moderne tendenze del design, un nome di riferimento nel mondo dell’hotellerie è Mediclinics, azienda che produce asciugamani elettrici, asciugacapelli e a una vasta gamma di accessori, compresa una selezione di essenziali barre di sostegno per disabili. Si tratta di prodotti in acciaio, dalle linee moderne e piacevoli, disponibili in diverse forme e misure per qualsiasi necessità, inclusi i seggiolini ribaltabili per installazione in doccia. Oltre a essere belli, tutti questi accessori sono conformi alle normative dedicate ADA e UNE41523.