La necessità di trattare l’aria compressa

L’aria compressa è oggi utilizzata in tantissimi ambiti e principalmente in quelli industriali e cantieristici. Essa è infatti indispensabile per far funzionare diversi macchinari e dispositivi indispensabili per il lavoro di tutti i giorni, velocizzandolo e rendendolo molto più semplice.

Per questo motivo oggi è impensabile il fare a meno dell’aria compressa in cantiere, ma bisogna adottare tutte le soluzioni in modo che questa possa essere il più possibile pulita ed in linea con le necessità operative.

L’aria compressa non trattata può essere infatti un problema perché può andare a rovinare i macchinari rendendo successivamente necessario un intervento di riparazione che può avere costi non indifferenti, sia per quel che riguarda la sostituzione dei pezzi che la manodopera, ma non solo.

Il fermo dei macchinari può comportare infatti notevoli perdite a livello economico per la mancata produzione, per questo tale eventualità è assolutamente da evitare.

Dunque appare evidente la necessità di trattare l’aria compressa eliminando ogni tipo di agente esterno in grado di contaminarla, a tutto vantaggio non soltanto delle attività di produzione ma indirettamente anche del prodotto finale.

L’importanza della filtrazione dell’aria compressa

Vi sono a tale scopo alcuni specifici Ricambi Atlas Copco che consentono di filtrare ad esempio polvere, acqua e olio dall’aria compressa. I filtri a disposizione sono molteplici ed in grado di soddisfare esigenze specifiche differenti, tutte con il fine di filtrare l’aria compressa e proteggere macchinari e dispositivi di ogni tipo.

Al fine di offrire il massimo delle prestazioni e garantire affidabilità assoluta, tali filtri vengono sottoposti periodicamente ad una serie di test interni ed esterni da parte di società indipendenti che hanno lo scopo di certificare la qualità di macchinari e attrezzature.

Ciò consente di mantenere sempre alta la qualità dei prodotti di filtrazione, il che è una garanzia assoluta per ogni cliente, e si traduce in migliori prestazioni dei macchinari, così come maggiore durata e affidabilità degli stessi.

Parliamo dunque di filtri di nuova generazione dalle prestazioni elevate, il massimo sia dal punto di vista dell’efficienza che della resistenza e durata nel tempo, perfetti per preservare i macchinari e consentire loro di poter lavorare sempre in sicurezza e con il massimo della produttività.

Le varie tecnologie di filtrazione

Esistono diverse tipologie di filtrazione dell’aria compressa, in base al tipo di utilizzo che se ne intende fare. Ogni filtro ha caratteristiche differenti ed è in grado di risolvere esigenze specifiche, come segue:

  • Particelle umide: gli elementi avvolti sono noti per la loro grande durata in ambienti umidi ed in genere contaminati da olio. I diversi strati che avvolgono il filtro consentono di offrire una qualità dell’aria costante, anche in situazioni più gravose.
  • Particelle solide: la pieghettatura è un’ottima tecnologia per catturare il particolato nell’aria compressa e renderla asciutta. Gli elementi pieghettati hanno un superficie ampia e sono per questo in grado di gar antire la filtrazione dell’aria più a lungo.
  • Vapori d’olio: il carbone attivo ha una superficie più grande rispetto i classici elementi filtranti a carbone, e ciò conferisce loro una capacità di assorbimento superiore e prestazioni costanti per un arco di tempo certamente più lungo.
  • Acqua: l’uso della forza centrifuga assicura una corretta separazione delle gocce d’acqua liquida nel flusso d’aria compressa, il che è ottimo per avere la certezza di lavorare con aria più “pulita”.

Dunque le soluzioni per trattare l’aria compressa e filtrarla in base alle proprie necessità sono molteplici, e tutte in grado di rappresentare un valore sia per quel che riguarda il preservare l’integrità dei macchinari da lavoro che per quanto concerne il prodotto finale stesso.

Come funzionano i Codici Sconto Shein?

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Oltre alla data di scadenza del codice sconto, l’unico limite è dato dal fatto che si può applicare un solo codice sconto per ogni carrello. Inoltre, alcuni codici Shein sono specifici per il primo acquisto o per acquisti che superano un dato importo.

Cosa si può acquistare su Shein

Shein è il sito di abbigliamento femminile e per adolescenti che offre capi trendy a prezzi irresistibili, compresi capi per bambini, abbigliamento per il mare e moda curvy. Non mancano gli accessori, perfetti per fare un regalo originale a qualcuno. Un’altra idea regalo è la e-carta regalo Shein, da caricare con un determinato importo per rendere felice chi si ama.

Acquistare sul sito Shein significa portare a casa capi di tendenza e di alta qualità e anche il servizio di assistenza, spedizione e consegna della merce è ritenuto impeccabile. Tutti i prodotti proposti sul sito comprendono le ultime tendenze della moda e sono venduti a prezzi democratici oltre ad essere spediti e consegnati in tempo record. Il motto dell’azienda è che “tutti devono essere in grado di apprezzare la bellezza della moda”.

Oggi Shein è un brand conosciuto in 220 Paesi del mondo e conta su una struttura organizzativa efficiente, mentre ogni articolo nasce dall’idea del brand, che viene messa su carta e realizzata per poi passare diversi controlli di qualità sulle materie prime e sul prodotto finito. Un risultato che viene poi proposto ai clienti di tutto il mondo sull’ecommerce e che si può acquistare risparmiando grazie ai codici sconto Shein.

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Le sculture luminose di FG Art e Design

Le sculture luminose proposte da FG Art e Design, azienda con sede in provincia di Varese specializzata nella progettazione e realizzazione di arredi ed elementi di design, sono dei veri e propri oggetti d’arte che riescono a coniugare il design e la scultura in un connubio veramente intenso e facile da comprendere.

Parliamo di opere che possono arricchire con gusto e ricercatezza ogni ambiente di casa, grazie anche alle luci che le caratterizzano.

Sculture luminose e altri elementi di design

Sul sito ufficiale è possibile ammirare una carrellata di creazioni ed il modo in cui queste hanno arricchito gli ambienti per i quali sono state pensate, grazie agli interessanti giochi di luce e riflessi che producono.

Questa importante realtà italiana, sin dai suoi primi anni di attività, si è affermata per la qualità delle sue realizzazioni e per le soluzioni di design davvero ricercate che sono il frutto di un lavoro di squadra ben assortito.

Il team  di FG Art e Design vanta infatti la presenza di esperti interior designer, architetti e soprattutto artigiani che sono in grado di “modellare” ogni tipo di materiale dando vita alla progettazione di elementi davvero unici ed esportati in tutto il mondo.

Elementi di arredo sempre più ricercati dagli utenti

Sempre più infatti, gli elementi di arredo di design sono in grado di generare l’interesse di quanti desiderano arricchire gli ambienti di casa con gusto e per questo inserire degli elementi raffinati che lascino intendere la personalità di chi vive in quel determinato ambiente, integrandosi perfettamente con il resto degli arredi presenti.

Tra le varie proposte del team di FG Art e Design, oltre le sculture luminose, vi sono anche bellissimi specchi, sculture a parete in ferro, accessori in ceramica, tavoli e panche, e tutti quei piccoli elementi di arredo che sono in grado di completare ed arricchire un ambiente, valorizzando gli arredi già presenti.

Distributore d’acqua per ufficio IWM | Qualità e convenienza

Offrire a tutti i dipendenti la possibilità di poter bere liberamente durante l’orario di lavoro, è un gesto che mostra vicinanza da parte dell’azienda e voglia di offrire ai lavoratori tutte le soluzioni in grado di determinare un certo livello di benessere all’interno dell’ambiente di lavoro. Se fino a ieri si utilizzava la classica acqua dei boccioni per consentire a tutti di potersi dissetare, oggi si preferisce individuare soluzioni più pratiche e che consentano di usufruire di costi di gestione più bassi, con particolare riferimento al prezzo al litro proposto, e certamente una maggiore facilità di accesso all’acqua considerando che i boccioni sono pensanti ed ingombranti. L’alternativa efficace e conveniente è oggi rappresentata dal distributore d’acqua per ufficio IWM, che offre ai dipendenti la possibilità di poter bere liberamente scegliendo tra acqua liscia, gasata, fredda o calda a proprio piacimento, con del ghiaccio se lo si preferisce.

Il vantaggio per le aziende nell’utilizzare questo impianto di ultima generazione risiede sicuramente nella comodità di accesso all’acqua rispetto i pesanti ed ingombranti boccioni, ma anche costi di approvvigionamento più bassi considerando che i dispenser IWM prelevano direttamente l’acqua della rete, la quale ha notoriamente un costo più basso. Questa viene filtrata e trattata così da eliminare ogni tipo di impurità, e consentire a tutti di bere un’acqua perfettamente bilanciata e personalizzata in base ai propri gusti. Parliamo dunque di un impianto in grado di coniugare convenienza, qualità e facilità di utilizzo, ragion per cui è oggi sempre più adottato all’interno di uffici e aziende di ogni tipo. I gestori dell’area in cui l’impianto viene collocato non dovranno farsi carico di alcuna opera di manutenzione perché saranno gli stessi tecnici IWM ad apportare gli interventi di controllo necessari nel corso dell’anno, così da garantire sempre la massima efficienza dell’impianto.

Hotellerie, anche la camera per i disabili può essere di design (e vendibile a tutti)

Si parla sempre più di turismo accessibile e, con questa definizione, si intende la possibilità per tutti di concedersi una vacanza, alle migliori condizioni. Quando si affronta l’argomento, si pensa a disabilità permanenti ma, più in generale, la parola accessibilità comprende anche disabilità temporanee che potrebbero coinvolgere ognuno di noi: una gamba ingessata, ad esempio – ma pure persone anziane o mamme con bambini che quindi necessitano di servizi ad hoc. Fatte queste premesse, appare evidente che sono gli alberghi i luoghi di vacanza in cui maggiormente si devono mettere in pratica tutte quelle misure che rendono la struttura e le camere pienamente accessibili.

Cosa dice la legge

In Italia, la legge che regolamenta l’accessibilità dei locali che offrono servizi al pubblico risale all’ormai lontano 1989 ed è quindi datata.  Si tratta della legge n. 13 del 1989 che, entrando nel merito, fa riferimento al Decreto Ministeriale 236 dello stesso anno. La norma ha sostanzialmente introdotto tre principi: l’accessibilità, la visitabilità e l’adattabilità. In particolare, è importante capire cosa si indende, legalmente, anche per accessibilità: si tratta della condizione in cui l’immobile è totalmente fruibile anche alle persone su sedia a ruote. Insomma, gli alberghi devono rispettare le indicazioni previste dal Decreto Decreto Ministeriale 236 per fregiarsi del titolo di accessibili. In particolare, l’art. 5 riporta: “1.3. Ogni struttura ricettiva (alberghi, pensioni, villaggi turistici, campeggi, ecc.) deve avere tutte le parti e servizi comuni ed un determinato numero di stanze accessibili anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria. Tali stanze devono avere arredi, servizi, percorsi e spazi di manovra che consentano l’uso agevole anche da parte di persone su sedia a ruote”.Ma questo non significa che le stanze degli hotel, e in particolare i bagni, debbano trasformarsi in ambienti dall’aspetto “medicale”. Tutt’altro.

Bello e funzionale significa vendibile

Fermo restando che una struttura ricettiva è giustamente obbligata ad attrezzare ad hoc alcune stanze per accogliere persone con disabilità, non è detto né scritto da nessuna parte che queste camere debbano perdere in bellezza e design. La funzionalità può infatti benissimo coniugarsi con l’estetica: e dovrebbe essere proprio così, altrimenti le camere allestite per chi ha una disabilità rischierebbero di essere vendute con maggior difficoltà ai clienti cosiddetti normodotati. E un albergo vive, e fa business, solo e soltanto se le camere sono piene.

Come scegliere il fornitore giusto

L’ambiente della camera d’hotel più delicato in questo ambito è sicuramente il bagno, che deve rispettare una serie di parametri in termini di spazi, dimensioni e accessibilità anche per chi è su una sedia a ruote. Ma devono anche essere dei locali ben curati e funzionali, così da essere completamente sicuri e godibili da chiunque. Per essere sicuri di realizzare ambienti di alta qualità e soprattutto in linea con le più moderne tendenze del design, un nome di riferimento nel mondo dell’hotellerie è Mediclinics, azienda che produce asciugamani elettrici, asciugacapelli e a una vasta gamma di accessori, compresa una selezione di essenziali barre di sostegno per disabili. Si tratta di prodotti in acciaio, dalle linee moderne e piacevoli, disponibili in diverse forme e misure per qualsiasi necessità, inclusi i seggiolini ribaltabili per installazione in doccia. Oltre a essere belli, tutti questi accessori sono conformi alle normative dedicate ADA e UNE41523.

La gestione della rilevazione presenze dei dipendenti

La rilevazione delle presenze dei dipendenti all’interno dei locali nei quali si svolge l’attività lavorativa è di grande importanza per più di un motivo. Su tutti, è da considerare l’aspetto relativo alla sicurezza nel caso in cui si verifichi una emergenza tale da richiedere l’evacuazione immediata dei locali: in situazioni di questo tipo, è fondamentale sapere esattamente quanti lavoratori abbiano già abbandonato i locali e soprattutto quali dipendenti si trovino invece ancora in sede, per favorire le operazioni di soccorso da parte delle autorità preposte. In seconda analisi, poter registrare giorni e orari di ingresso ed uscita dei lavoratori consente di poter effettuare in maniera più efficace la gestione del personale, il che è una necessità di aziende grandi e piccole. Oggi è ancora una volta la tecnologia più avanzata a consentire a realtà imprenditoriali di ogni tipo di poter effettuare in maniera infallibile la rilevazione presenze all’interno dei locali nei quali si svolgono le quotidiane attività lavorative.

I sistemi progettati e commercializzati da Cotini srl consentono infatti di controllare gli accessi e rilevare le presenze in maniera efficace e commisurata alle esigenze di ciascuna realtà aziendale. Mediante particolari lettori di badge, nonché lettori biometrici in grado di riconoscere la biometria del volto o le impronte digitali, è possibile registrare gli accessi e tutti i dati da passare poi all’ufficio che si occupa delle paghe, velocizzando così i tempi di lavoro e risparmiando risorse. Grazie ad un software specifico come Sfera Cloud inoltre, i dipendenti possono non solo vedere il proprio cartellino, ma anche inoltrare richieste di ferie o permessi. È possibile poi scaricare in maniera semplice tutte le timbrature dei dipendenti e creare dei report personalizzati che consentano di ottimizzare il lavoro. I sistemi di rilevazione presenze sviluppati da Cotini srl rappresentano dunque l’avanguardia del settore, strumenti in grado di migliorare la sicurezza e la qualità del lavoro di ogni realtà aziendale o commerciale.

Capsule compatibili Nespresso | La pausa caffè perfetta

Il caffè è un piacere quotidiano al quale gli italiani non rinunciano nemmeno quando si trovano fuori casa, per motivi di studio o lavoro. È una coccola alla quale siamo ben abituati e che decidiamo di concederci anche più volte al giorno, per evadere (anche solo per un attimo) dagli impegni quotidiani e recuperare le energie mentali necessarie per poter continuare a lavorare o studiare con profitto. Tanti ad esempio, sono gli uffici piccoli e grandi che usufruiscono di una moderna macchinetta per il caffè, così da concedere una piacevole pausa dal lavoro ai dipendenti nel corso della giornata.

Solitamente ciascuno ha dei gusti e preferenze ben precise in fatto di caffè, e mettere tutti d’accordo in quei pochi minuti di pausa dal lavoro non è semplice. È proprio in casi come questo che le capsule compatibili Nespresso assumono un valore ancora maggiore: in pochissimi secondi e con un rapido gesto della mano infatti, ciascuno potrà avere esattamente il caffè che desidera e vivere a pieno quei minuti di pausa dalle attività lavorative, ritrovando le energie necessarie per ricominciare a svolgere le proprie mansioni quotidiane.

Individuare le capsule preferite non è difficile se si considera l’ampia scelta a disposizione: chi ama concedersi un caffè classico e corposo opta solitamente per la varietà Cremoso, la qualità Intenso o quella Arabica, per citare alcuni esempi. Chi invece preferisce gustare un caffè sempre particolare può optare per le varietà Morbido o Vellutato,scegliendo tra numerosi marchi di compatibili quali Caffè BorboneLollo Caffè o il nuovo brand Cialdamia, da poco disponibile. Sono soltanto alcune delle miscele tra le quali gli amanti della tanto desiderata tazzina possono scegliere, e godere così di una pausa caffè che sia veramente ristoratrice. Non ti resta che scoprire quali meravigliose e ricercate miscele Nespresso ha messo a tua disposizione grazie alle comodissime ed economiche capsule compatibili, e provarle tutte per ritrovare energie e concentrazione sul lavoro.

Imprese agricole lombarde, fatturato in progresso nonostante le difficoltà

Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, il settore agricolo lombardo conferma la sua capacità di resilienza, e gli indicatori di fatturato e redditività mostrano un lieve progresso rispetto alla seconda metà del 2020, anche per via del buon andamento delle quotazioni dei principali prodotti. Nei primi sei mesi del 2021 il comparto risente ancora degli effetti della pandemia sui settori che contribuiscono indirettamente alla creazione del valore aggiunto agroalimentare, come ristorazione, ricezione, intrattenimento, e istruzione. A questo si aggiunge la crescita dei costi di produzione e le difficoltà di approvvigionamento di macchinari e pezzi di ricambio, che colpiscono in maniera trasversale tutti i comparti. Se i rincari di energia e petrolio si ripercuotono su fertilizzanti e fitofarmaci, gli effetti più gravi riguardano la zootecnia, il cuore dell’agricoltura lombarda, per via del rally senza precedenti delle quotazioni di cereali e altri alimenti che compongono la razione animale.

Tasso di crescita a due cifre per l’Export agroalimentare

Si tratta di alcuni risultati dell’analisi congiunturale del primo semestre 2021 per il settore agricolo lombardo realizzata da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia, con il supporto del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.
“Lo stato di salute dell’agricoltura lombarda è solido: lo confermano sia i consumi interni sia l’export – dichiara il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio -, a testimonianza di quanto sia importante avere una base forte e diversificata di imprese e produttori”.
Secondo lo studio, infatti, l’export agroalimentare mostra una decisa ripartenza, raggiungendo nei primi 6 mesi del 2021 un tasso di crescita a due cifre dopo lo stallo dell’anno precedente.

I rincari non consentono di sfruttare le condizioni favorevoli del mercato

Il risultato complessivo dell’agricoltura regionale è il risultato di dinamiche settoriali differenziate. Il lattiero-caseario, ad esempio, beneficia del buon andamento della domanda mondiale, e dei prezzi delle principali produzioni che si mantengono sopra i livelli dello scorso anno. Il rincaro dei mangimi non consente però di sfruttare appieno le condizioni favorevoli del mercato. Anche le quotazioni delle carni suine mostrano un andamento positivo, sia nel circuito DOP sia non DOP, ma anche in questo caso la redditività risulta compressa dall’impennata dei costi produttivi.

Cereali, un settore in ottima salute per via dei prezzi di mais e frumento
Le carni bovine evidenziano i risultati peggiori nel comparto zootecnico, senza riuscire a recuperare rispetto alla situazione difficile del 2020. La lieve crescita delle quotazioni e la stabilità dei consumi non permettono infatti di compensare i maggiori costi per l’alimentazione animale. I cereali, al contrario, rappresentano il settore in maggiore salute per via dei record raggiunti dai prezzi di mais e frumento, che dovrebbero rimanere elevati anche nei prossimi mesi permettendo di assorbire senza problemi i rincari degli input produttivi. Il vino, poi, continua a soffrire le limitazioni del canale Ho.Re.Ca, sebbene le valutazioni siano in miglioramento rispetto a un 2020 estremamente negativo, anche grazie alla diversificazione dei canali distributivi. In questo caso, i prezzi mostrano alcuni segnali di ripresa, che però non si sono estesi a tutte le denominazioni.

I boschi italiani aumentano di quasi 587 mila ettari in 10 anni

La marcia dei boschi italiani non sembra fermarsi. In 10 anni aumentano la loro superficie e la biomassa, e con esse la capacità di assorbire anidride carbonica: quasi 587 mila ettari di boschi in più per 290 milioni di tonnellate di CO2 sottratte all’atmosfera. È quanto emerge dall’ultimo Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio, la cui attività di monitoraggio degli ecosistemi forestali si inserisce nella realizzazione degli obiettivi strategici individuati dall’Unione Europea nell’ambito del Green Deal. Ovvero, il raggiungimento della neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050.

La biomassa cresce del 18,4% pari a 165,4 metri cubi a ettaro

Più in particolare, la lettura dei dati evidenzia un aumento della superficie forestale di circa 586.925 ettari, per un valore complessivo di 11.054.458 ettari di foresta, pari al 36,7 % del territorio nazionale. La consistenza dei boschi italiani, espressa come metri cubi di biomassa è aumentata del 18,4%, e i valori a ettaro sono passati da 144,9 a 165,4 metri cubi. Lo stock di carbonio nella biomassa epigea e nel legno morto è poi passato dai 490 milioni di tonnellate della rilevazione del 2005 a 569 milioni di tonnellate di Carbonio organico, equivalente a un valore di CO2 che passa da 1.798 milioni di tonnellate a 2.088 milioni di tonnellate. In pratica, un incremento di 290 milioni di tonnellate di CO2 stoccata e quindi sottratta all’atmosfera.

Più foreste meno CO2

L’anidride carbonica è il gas serra maggiormente responsabile dell’innalzamento globale delle temperature. Le foreste invece svolgono un ruolo essenziale nel garantire gli equilibri naturali e ambientali globali, e contemporaneamente, nel contribuire al soddisfacimento dei bisogni del genere umano. Affinché le foreste “contino” nelle scelte e nelle strategie politiche ed economiche del Paese, bisogna prima di tutto “contare” le foreste, riporta Askanews. La sottrazione dall’atmosfera e l’immagazzinamento dei gas a effetto serra, in particolare del diossido di carbonio o anidride carbonica, è una delle funzioni più importanti riconosciute alle foreste, che in questo modo contribuiscono a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e a regolare il clima.

Una formidabile macchina biologica

Le foreste, inoltre, come tutto il regno vegetale, rappresentano un ponte insostituibile tra il mondo inorganico e quello degli esseri viventi, e una formidabile macchina biologica che cattura carbonio dall’atmosfera, lo immagazzina nelle sue fibre e lo tiene bloccato per tempi anche molto lunghi. Un metro cubo di legno secco contiene infatti circa 260 kg di carbonio, pari a circa la metà del suo peso.

L’Italia eccelle nell’economia circolare, non per stile di vita green

Nella classifica dei Paesi europei più attivi nell’economia circolare l’Italia è prima, seguita da Olanda, Austria e Danimarca. Le buone prestazioni sul fronte dell’economia circolare nascono da vari fattori, innanzitutto da condizioni oggettive e tradizionali. La nostra ‘geografia’, infatti, caratterizzata in prevalenza da un clima mite, favorisce bassi consumi di energia, e la strutturale carenza di materie prime, ha ‘abituato’ l’economia italiana a ottimizzare l’uso di energia e risorse naturali. Ma se l’Italia eccelle nell’economia circolare arranca sul fronte dei comportamenti ‘green’, ed è in deciso rallentamento in settori-chiave della transizione ecologica. Come ad esempio la produzione e il consumo di energie rinnovabili. Se nel 2004 l’Italia contava il 6,3% di energia pulita sui consumi finali, e il 17,1% nel 2014, raggiungendo il target europeo del 17% con largo anticipo, nel 2019 si è fermata al 18%. È quanto emerge dal Rapporto di Circonomia, il Festival nazionale dell’economia circolare di Alba.

Prestazioni ambientali in contrasto con il declino economico e sociale

Per quanto riguarda le rinnovabili elettriche, poi, nel 2010 la produzione elettrica da nuove rinnovabili, escludendo l’idroelettrico, era pari all’8%, valore inferiore alla media europea, e se nel 2015, con un balzo trainato dal fotovoltaico, era arrivata al 23%, si è fermata alla stessa percentuale fino al 2019. Inoltre, le prestazioni ambientali dell’Italia contraddicono il persistente declino del Paese sotto il profilo economico e sociale. L’Italia arretra, talora in assoluto, più spesso in termini relativi rispetto agli altri Paesi, sotto il profilo del reddito, delle condizioni sociali, dei tassi occupazionali, dei divari di genere e generazionali.

Comportamenti di consumo poco sostenibili

La terza ‘ombra’ riguarda i comportamenti, gli stili di vita e di consumo. Nel confronto con altri Paesi europei l’Italia, che nell’indice di circolarità primeggia, mostra un’assai maggiore lentezza nell’aprirsi a modelli di consumo e stili di vita ‘circolari’. Nelle nostre case consumiamo più energia della media dei cittadini europei: peggio di noi fanno solo Belgio e Lussemburgo. E la penetrazione del solare termico nei consumi domestici è un quarto di quello della Spagna e meno di metà di quello della Germania.

Indietro per spesa alimentare bio e mobilità alternativa

Sebbene siamo uno dei principali produttori europei di prodotti alimentari biologici, per consumi bio sia rispetto alla spesa alimentare sia per abitante l’Italia è dietro buona parte dei Paesi del Nord Europa. Altro capitolo nel quale fatichiamo è quello della mobilità alternativa: da una parte siamo il Paese europeo con il più alto tasso di motorizzazione privata dall’altra pur essendo i primi produttori europei di biciclette i ritmi di vendita di bici ed e-bike sono ampiamente al di sotto della media europea. Nell’ambito dei comportamenti ‘green’, vanno poi sottolineate le profonde differenze tra le regioni. Dalla diffusione delle energie rinnovabili all’utilizzo degli eco-bonus, dal car-sharing alla raccolta differenziata, il gap tra Nord e Sud  è vistoso e non pare in via di riduzione.

I lettori imparano a riconoscere le fake news come i fact-checker

La capacità di giudizio fornita da gruppi di lettori normali può essere efficace quanto il lavoro dei fact-checker professionisti. Social media e giornali utilizzano infatti fact-checker per distinguere le notizie vere e false, ma il loro lavoro può essere parziale. Uno studio del MIT, pubblicato su Science Advances, suggerisce un approccio alternativo, che utilizzi gruppi relativamente piccoli e politicamente equilibrati di lettori laici per valutare i titoli e condurre frasi di notizie. Anche i lettori comuni, insomma, stanno imparando a distinguere le notizie vere da quelle false. Lo dimostra l’esperimento del MIT, che ha coinvolto 1.128 residenti negli Stati Uniti utilizzando la piattaforma Mechanical Turk di Amazon.

Esaminate oltre 200 notizie segnalate dagli algoritmi di Facebook

Lo studio ha esaminato oltre 200 notizie che gli algoritmi di Facebook avevano segnalato per un controllo, e le valutazioni medie dei lettori si avvicinavano molto alle valutazioni dei fact-checker professionisti.
“Questi lettori non sono stati addestrati al fact-checking e stavano solo leggendo i titoli e le frasi iniziali, e anche così sono stati in grado di eguagliare le prestazioni dei fact-checker”, affermano i ricercatori. I partecipanti all’esperimento, riporta Agi, hanno anche svolto un test di conoscenza politica e un test della loro tendenza a pensare in modo analitico. Nel complesso, le valutazioni delle persone meglio informate sulle questioni civiche e impegnate in un pensiero più analitico erano più strettamente allineate con i fact-checker. 

Un nuovo approccio promettente agli strumenti anti-disinformazione

“Non c’è niente che risolva il problema delle notizie false online – afferma David Rand, professore al MIT Sloan e coautore senior dello studio. Ma stiamo lavorando per aggiungere approcci promettenti al kit di strumenti anti-disinformazione”.
Sebbene all’inizio possa sembrare sorprendente che una folla di 12-20 lettori possa eguagliare le prestazioni dei verificatori di fatti professionisti. In un’ampia gamma di applicazioni è stato riscontrato che gruppi di laici eguagliano o superano le prestazioni dei giudizi degli esperti.
L’attuale studio mostra che ciò può verificarsi anche nel contesto altamente polarizzante dell’identificazione della disinformazione.

I colossi dei social si attivano per far funzionare il crowdsourcing

La scoperta potrebbe essere applicata in molti modi e alcuni colossi dei social media stanno attivamente cercando di far funzionare il crowdsourcing.  Facebook ha un programma, chiamato Community Review, in cui vengono assunti laici per valutare i contenuti delle notizie, e Twitter ha un proprio progetto, Birdwatch, che sollecita il contributo dei lettori sulla veridicità dei tweet. La ‘saggezza delle folle’ può essere utilizzata sia per aiutare ad applicare etichette ai contenuti rivolti al pubblico, sia per informare gli algoritmi di classificazione e quale contenuto viene mostrato alle persone. A dire il vero, osservano gli autori, qualsiasi organizzazione che utilizza il crowdsourcing deve trovare un buon meccanismo per la partecipazione dei lettori.
Se la partecipazione è aperta a tutti, è possibile che il processo di crowdsourcing possa essere ingiustamente influenzato dai ‘partigiani’.

Smartworking, connessione, disconnessione e riconnessione

Lo smartworking è una tipologia contrattuale regolata dalla legge 81 del 2017. Poiché prevede una modalità di prestazione da remoto diversa da quella che si è affermata durante la pandemia “bisogna assicurare in maniera effettiva il diritto alla disconnessione, alla connessione e alla riconnessione”, spiega la giuslavorista dell’Università di Milano Alessandra Ingrao.
Il diritto alla disconnessione presuppone infatti “che il dispositivo debba essere disconnesso dal server aziendale, cosicché il lavoratore non debba farsi carico di non rispondere a chiamate o messaggi. La connessione, invece, resta a carico degli individui qualora l’azienda non supporti i costi – continua Ingrao -. Infine, la riconnessione è il diritto, una volta, terminata la pandemia, di ritornare in ufficio e poter contrattare le condizioni con cui tornare, evitando la completa spersonalizzazione da isolamento connessa alla sindrome della capanna”.

Rimescolare le carte dopo una fase di telelavoro estremo

Dopo una fase di telelavoro estremo durante i lockdown e una successiva spinta verso il ritorno in ufficio, questi tre diritti stanno rimescolando le carte. Ma la possibilità di recuperare fondi disinvestendo dagli uffici fisici in centro città per destinarli a viaggi e iniziative aziendali sta attivando soprattutto le aziende Fintech, che come People.ai Inc, hanno ridotto gli uffici dei propri quartier generali, chiuso le sedi satellite e riprogettato strutture operative per renderle fruibili da remoto.
L’azienda, in questo modo, ha potuto impiegare l’85% del budget immobiliare del 2019 reinvestendolo in vantaggi per i dipendenti, tra cui un viaggio per tutto lo staff di 200 persone, e altri organizzati in forma ridotta per i singoli team.

Riportare tutti indietro al lavoro in ufficio sarebbe un errore

 “Riportare tutti indietro al lavoro in ufficio sarebbe un errore – commenta il CEO di People.ai Inc Oleg Rogynskyy  – è con la rigidità di vedute che si perdono i talenti”. Anche l’incubatore di startup All Turtles Corp. ha deciso di chiudere gli uffici di Parigi, Tokyo e San Francisco per spostare tutto online, mente un gigante come HSBC intende ridurre i propri uffici del 20% entro la fine del 2021, sfruttando la tendenza al lavoro da casa durante la pandemia globale per ridurre le spese immobiliari.

Passare a un modello di lavoro ibrido

“Stiamo passando a un modello di lavoro ibrido ove possibile, offrendo ai nostri dipendenti la flessibilità di lavorare in un modo adatto sia a loro che ai loro clienti – dichiara il capo di HSBC Noel Quinn, come riporta Adnkronos -. Avremo bisogno di meno spazio per uffici e abbiamo in programma di ridurre la nostra impronta globale di oltre 3,6 milioni di piedi quadrati, o circa il 20%, entro la fine del 2021”. 
A maggio poi la banca ha anche iniziato un test pilota per il venerdì pomeriggio senza Zoom nel tentativo di alleviare lo stress causato dagli infiniti incontri virtuali durante la pandemia.

Lavorare all’estero? Sì, ma senza muoversi da casa per il 93% degli italiani

Lavorare per un’azienda straniera senza uscire dai confini italiani? Un’opzione non solo possibile, ma anche una prospettiva allettante per molti professionisti. Se la recente crisi sanitaria ha cambiato radicalmente il mondo del lavoro, con l’avvento dello smart work su larga scala, allo stesso tempo si sono aperte nuove opportunità che raramente sono state esplorate prima della pandemia, come lavorare per una multinazionale estera senza nemmeno uscire di casa. Una recente indagine di Wyser rivela che professionisti e manager italiani vorrebbero instaurare rapporti di lavoro con aziende internazionali restando in Italia: ha infatti risposto così il 93% degli intervistati su un campione composto da oltre 1.500 persone. I motivi sono molteplici: vivere un’esperienza di respiro internazionale senza allontanarsi dalla famiglia, esplorare nuove prospettive e metodologie di lavoro, affrontare nuove sfide professionali e addirittura per aiutare l’ambiente abbattendo gli spostamenti abitazione-ufficio.

Le relazioni? Funzionano anche a distanza

Chi è disposto a operare esclusivamente da remoto non sembra avere preoccupazioni in merito ai rapporti interpersonali, preziosi fra colleghi, e sulla comunicazione all’interno del team. La lontananza fisica, quindi, non è certo un ostacolo perché “l’empatia non conosce confini” e l’elemento umano “può essere coltivato anche da dietro lo schermo” sono le risposte maturate dopo un anno di distanziamento sociale. I risultati dell’indagine evidenziano poi il desiderio dei lavoratori italiani di sfruttare appieno le potenzialità del lavoro a distanza, confermando così i risultati dello studio Wyser del 2020, in cui il 60% degli intervistati si è dichiarato pronto a cambiare lavoro se costretto a rientrare a tempo pieno presso il proprio ufficio. 

Dall’Italia per realtà estere e dall’estero per realtà italiane

Tali dati sono anche in linea con le tendenze internazionali: secondo uno studio,  di McKinsey il 52% dei lavoratori desidera un futuro del lavoro più flessibile Quindi, da un lato, se le aziende con sede all’estero hanno una forte appeal per gli italiani che desiderano lavorare da remoto, dall’altro lato ci sono anche persone intenzionate a lavorare per realtà italiane pur vivendo all’estero. Per il 42% dei partecipanti al sondaggio, la Spagna è la meta oltreconfine più gettonata per un trasferimento,  seguita dal Regno Unito (31%) e dalla Francia (11%). Il restante 16% punta non solo a mete europee come Portogallo, Irlanda o Germania, ma guarda anche oltre, fino ad arrivare alla Cina, all’Indonesia o agli Stati Uniti. Tale scelta è dettata non solo da elementi prettamente professionali, ma anche da quelli culturali e dallo stile di vita della nazione indicata, un orientamento condiviso dal 71% degli intervistati, per cui la qualità della vita rappresenta il principale fattore da valutare nella scelta del paese estero da cui continuare a lavorare per aziende con sede in Italia.

L’89% dei link dannosi viene diffuso tramite WhatsApp

A livello globale sono stati registrati 480 casi di phishing al giorno sulle app di messaggistica. È quanto risulta dai dati anonimizzati forniti volontariamente dagli utenti di Kaspersky Internet Security for Android, secondo cui i Paesi che hanno subìto il maggior numero di attacchi di phishing sono la Russia (46%), seguita da Brasile (15%) e India (7%). Ma quali sono le app di messaggistica più popolari tra i truffatori che utilizzano tecniche di phishing? Secondo Kaspersky Internet Security for Android non c’è dubbio, il maggior numero di link dannosi rilevati tra dicembre 2020 e maggio 2021 è stato inviato tramite WhatsApp (89,6%). Al secondo posto, Telegram (5,6%), Viber al terzo, con una percentuale del 4,7%, e al quarto Hangouts, con l’1%.

Da dicembre 2020 a maggio 2021 91.242 casi a livello globale

L’azienda ha analizzato i clic anonimi sui link di phishing in queste applicazioni e ha rilevato che tra dicembre 2020 e maggio 2021 sono stati registrati 91.242 casi a livello globale.
Secondo le statistiche, Kaspersky Internet Security for Android ha rilevato il maggior numero di link dannosi su WhatsApp, anche per il fatto che si tratta dell’applicazione di messaggistica più popolare a livello globale. In ogni caso, il maggior numero di messaggi dannosi su WhatsApp è stato rilevato in Russia (42%), seguita da Brasile (17%) e India (7%).

L’app con il minor numero di rilevamenti è Telegram. In Russia più casi 

Sempre guardando agli utenti di Kaspersky Internet Security for Android, risulta come Telegram sia l’app con il minor numero di rilevamenti, mentre per quel che riguarda la distribuzione geografica è simile a quella di WhatsApp. Il maggior numero di link dannosi è stato, infatti, rilevato in Russia (56%), seguita da India (6%) e Turchia (4%). Le percentuali elevate in Russia sono probabilmente dovute all’incremento della popolarità di questo servizio di messaggistica nel Paese.

Viber e Hangouts registrano un numero inferiore di casi 

In base alle statistiche, Viber e Hangouts hanno avuto un numero inferiore di casi registrati, riporta Adnkronos. La differenza fondamentale tra loro è la distribuzione geografica. Il maggior numero di rilevamenti in Viber è stato identificato principalmente in Russia, con l’89%, e nei paesi della CSI, tra cui Ucraina con, il 5%, e Bielorussia con il 2%, mentre la maggior parte dei rilevamenti di Hangouts proveniva da Stati Uniti (39%) e Francia (39%). In termini di numero di attacchi di phishing registrati per singolo utente su WhatsApp, il primato è detenuto da Brasile con 177 attacchi e India con 158. Rispetto agli altri Paesi, gli utenti russi sono in testa per quel che riguarda il numero di rilevamenti su Viber (305) e Telegram (79).

Condizionatore, quest’estate la bolletta costerà il 29% in più

L’estate 2021 potrebbe essere una delle più calde degli ultimi anni. Se questa è una buona notizia per chi si concederà una vacanza lo è un po’ meno per i 6,5 milioni di italiani che secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, resteranno a casa. Per combattere il caldo tra le mura domestiche non resta perciò che affidarsi ai condizionatori, che secondo le stime di Facile.it, incidono per un costo che può arrivare fino a 186 euro l’anno, vale a dire il 29,5% in più rispetto al 2020. Se a questo si aggiungono sprechi ed errori d’uso, il salasso è garantito. Ecco perché Facile.it ha realizzato un vademecum con 7 consigli pratici per ridurre le spese e risparmiare sull’energia elettrica.

Attenzione all’etichetta e utilizzare il condizionatore inverter

Sebbene da marzo sia entrata in vigore la nuova classificazione delle etichette energetiche degli elettrodomestici, i condizionatori non sono stati investiti da questo cambiamento. Attenzione però a scegliere il dispositivo con la classe energetica giusta: gli apparecchi in classe A e superiori, oltre a essere più sostenibili per l’ambiente, garantiscono anche minori consumi energetici portando enormi vantaggi in termini di risparmio. Il secondo consiglio è valutare l’istallazione di un condizionatore inverter, che una volta raggiunta la temperatura ideale, rallenta la velocità del motore e funziona al minimo, evitando il consumo di energia necessario per fermarsi e poi ripartire, e permettendo un risparmio energetico del 30%.

Freddo sì, ma non polare, e attenti alla manutenzione

Mantenere la temperatura del condizionatore troppo bassa non solo fa male alla salute, ma è anche uno spreco. Il consiglio è di impostare la temperatura interna a circa 6-8 gradi in meno rispetto all’esterno. Meglio ancora, utilizzare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento. In questo modo è possibile ridurre i costi fino al 13%.  Non controllare e non pulire i filtri del condizionatore, poi, è una noncuranza che può costare cara. Se l’impianto è pulito correttamene abbiamo la garanzia che questo possa funzionare al 100%: un apparecchio non mantenuto in modo corretto consuma fino all’8% in più.

Dormire alla giusta temperatura. Ma quale tariffa scegliere?

Quando usiamo il condizionatore è bene verificare che il fresco non venga disperso. È bene quindi fare attenzione alle finestre o alle porte aperte: disperdere il fresco può arrivare a incidere fino al 6% sui consumi. Il consiglio è anche quello, durante le ore notturne, di utilizzate la funzione apposita per la notte o di programmare in maniera corretta la temperatura. In questo modo è possibile ridurre i consumi sino al 10%. Inoltre, scegliere una tariffa energetica adeguata alle proprie esigenze si traduce spesso in un risparmio economico significativo. Oltre a valutare con attenzione se convenga una tariffa mono o bioraria, per chi è ancora in regime tutelato è bene valutare il passaggio al mercato libero. In questo modo, secondo le stime di Facile.it, è possibile abbattere la bolletta fino al 7%.

Editoria, il mercato del libro cresce del +44% nei primi 5 mesi del 2021

Dopo un 2020 positivo anche quest’anno è iniziato con una forte crescita del mercato italiano del libro. Secondo gli ultimi dati GfK nei primi cinque mesi del 2021 il mercato italiano del libro ha infatti registrato una crescita a valore del +44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un giro d’affari di oltre 564,2 milioni di euro. In particolare, spiccano le performance del Fumetto, che stando alle rilevazioni GfK segnano una crescita del +182% a valore. Complessivamente, nel periodo compreso tra i mesi di gennaio e maggio 2021 nel nostro Paese sono state vendute 39,7 milioni di copie. 
Ma il trend è positivo anche nel confronto con le vendite registrate durante lo stesso periodo del 2019. In questo caso la crescita a valore è del +23%.

Prime dieci settimane del 2021: +30% 

La positività del mercato non è solo un effetto del confronto con il periodo del primo lockdown, che era coinciso con le chiusure di librerie e negozi. Infatti, analizzando l’andamento delle prime dieci settimane del 2021 si registra una crescita del +30% a valore rispetto allo stesso periodo del 2020, ovvero prima dell’inizio dell’emergenza Covid-19. Ma il trend è positivo anche se si confrontano le vendite registrate tra gennaio e maggio 2021 con quelle dello stesso periodo del 2019, e in questo caso la crescita a valore è del +23%.

Le nuove pubblicazioni crescono del +13%

Analizzando nel dettaglio i dati relativi al primo quadrimestre 2021, crescono del +13% le nuove pubblicazioni, le nuove referenze uscite nell’anno, che includono sia i titoli nuovi sia le nuove edizioni di titoli già pubblicati in passato. La Top 10 dei prodotti più venduti registra invece una crescita del +47%.
Per quanto riguarda il prezzo medio di vendita è stato pari a 14,20 euro, con una crescita del +1,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Un effetto, questo, dell’entrata in vigore a marzo 2020 della nuova legge per la promozione e il sostegno alla lettura, che ha ridotto lo sconto ordinario massimo applicabile dal 15% al 5% del prezzo di copertina.

Il Fumetto registra un trend a valore pari al +182% rispetto al 2020

In termini di contenuto, si evidenzia una crescita generalizzata che coinvolge un po’ tutti i comparti, dall’editoria per Bambini, che segna un +33%, alla Narrativa (+42%), la Saggistica (+52%) e la Manualistica (+37%). Particolarmente significativa risulta la crescita del Fumetto, che registra un trend a valore pari al +182% rispetto al 2020.