AI e aziende: quali sono i tre punti mancanti della pianificazione?

Lo conferma il report globale Architect an AI Advantage condotto da Hewlett Packard Enterprise IT: nella strategia AI delle organizzazioni permangono alcune disconnessioni critiche. In particolare, una mancanza di allineamento tra strategie, processi e metriche, complica la realizzazione dei risultati attesi dall’Intelligenza artificiale.

E sebbene quasi tutti i leader IT intervistati prevedano di aumentare gli investimenti nell’AI il prossimo anno, in mancanza di un approccio olistico si rischia di frenare i progressi.

Una scarsa “data maturity”

I risultati prodotti dall’AI dipendono dalla qualità dei dati inseriti. Le organizzazioni lo sanno, ma i livelli di maturità dei dati rimangono bassi. Solo il 7% è in grado di eseguire push/pull di dati in tempo reale per consentire l’innovazione e la monetizzazione dei dati esterni.

Questa mancanza di capacità rischia di rallentare il processo di creazione dei modelli di AI, aumentare la probabilità di informazioni imprecise nonché un ROI negativo.
Altrettanto preoccupante è il fatto che solo il 37% dei responsabili IT ha creato modelli di dati condivisi con una business intelligence centralizzata.

Lacune nel provisioning di rete e calcolo

Sebbene le aziende sembrino fiduciose nelle loro capacità di rete e di calcolo a supporto dell’AI lungo tutto il ciclo di vita del dato, il rapporto ha rilevato alcune criticità.

Il 93% dei responsabili IT ritiene che la propria infrastruttura di rete sia predisposta per supportare il traffico dell’AI. L’84% ritiene che i propri sistemi abbiano una capacità di calcolo sufficientemente flessibile per le esigenze delle diverse fasi del ciclo di vita dell’AI. Tuttavia, meno della metà ammette di avere una piena comprensione dei requisiti di rete e di calcolo specifici per i vari carichi di lavoro dell’AI durante le fasi di addestramento, messa a punto e inferenza. Questo mette in dubbio l’accuratezza del provisioning messo in atto.

Etica e conformità

Le organizzazioni faticano a integrare in modo coerente le diverse aree chiave del business nell’approccio all’AI. Il 28% dei leader IT descrive infatti l’approccio complessivo come ‘frammentato’, con il 35% delle aziende che opta per strategie AI separate per le singole funzioni e il 32% che definisce obiettivi completamente diversi.

Inoltre, la maggioranza trascura completamente le considerazioni su etica e conformità, nonostante la crescente attenzione di consumatori e normative. Solo il 13% dei responsabili IT ritiene che le questioni legali e di conformità siano fondamentali per il successo dell’AI, solo l’11% dei responsabili IT considera l’etica come fattore chiave, e il 22% delle organizzazioni non coinvolge affatto i team legali nella strategia AI.
Ma senza un’adeguata conformità, le aziende rischiano di esporre i loro dati proprietari, danneggiare la reputazione del marchio e incorrere in sanzioni e battaglie legali.