Sanità italiana, Fondazione GIMBE: “Finanziamenti ancora insufficienti per il SSN”

Il finanziamento della sanità pubblica italiana resta fermo ai livelli di guardia, anche se qualche lieve miglioramento c’è stato. È quanto evidenzia l’analisi della Fondazione GIMBE sui dati contenuti nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) approvato lo scorso 9 aprile dal Consiglio dei Ministri.

“Le risorse per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) continuano a non essere all’altezza dei bisogni reali”, afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione.

Un’analisi indipendente per dati più trasparenti

Per offrire un quadro oggettivo e non strumentalizzabile, GIMBE ha elaborato un’analisi autonoma delle previsioni di spesa sanitaria per il periodo 2025-2028, confrontando i dati del DFP con quelli precedentemente fissati nel Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine (PSBMT).

Crescita economica più debole delle attese

Le previsioni aggiornate indicano un rallentamento del PIL reale: +0,7% nel 2024, contro l’1% stimato in precedenza. Per il 2025 si prevede un +0,6%, la metà rispetto alle aspettative originarie.
“Uno scenario di crescita rivista al ribasso – sottolinea Cartabellotta – condizionato dall’instabilità geopolitica e dalle tensioni commerciali internazionali”.

Spesa sanitaria: numeri in crescita, ma il rapporto con il PIL resta fisso

Nel 2024, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL sale al 6,3%, con un impegno complessivo di 138,3 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, oltre il 50% di questo incremento deriva dagli adeguamenti retributivi del personale sanitario.
Per il 2025 è previsto un ulteriore aumento della spesa fino a 143,4 miliardi, ma il rapporto sul PIL resta pressoché invariato al 6,4%, destinato a mantenersi stabile fino al 2028.

Più fondi sulla carta, meno certezze nella realtà

Secondo Cartabellotta, le stime di crescita della spesa sanitaria sono da considerare con cautela: «In presenza di un’economia stagnante e delle attuali incertezze globali, è difficile immaginare che gli incrementi previsti possano davvero concretizzarsi».

Due riforme in cantiere, ma i problemi strutturali restano

Nel DFP 2025 sono previsti 32 interventi collegati alla prossima manovra economica, tra cui due legati alla sanità: il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la revisione delle professioni sanitarie.
“Senza un massiccio investimento in risorse umane e strutturali – ammonisce Cartabellotta – ogni tentativo di riforma rischia di essere inefficace”.

La sanità pubblica continua a perdere terreno

In conclusione, la Fondazione GIMBE ribadisce che il SSN soffre di sottofinanziamento cronico.
“Anche se si evitano nuovi tagli – conclude il Presidente – il peso della spesa sanitaria sul PIL resta troppo basso, lasciando il sistema sanitario pubblico sempre più fragile e vulnerabile”.