Sono i possibili dazi da parte degli Stati Uniti verso l’Europa i temi più dibattuti in ambito economico. Secondo i dati del 2023, le esportazioni europee verso gli USA hanno raggiunto i 504 miliardi di euro, a fronte di importazioni per 347 miliardi, con un saldo positivo per l’Europa di 157 miliardi. Nel settore dei servizi, invece, gli Stati Uniti vantano un surplus di 108 miliardi, portando il saldo complessivo a sfavore dell’economia americana a soli 52 miliardi di dollari, pari allo 0,18% del PIL USA. È probabile, quindi, che i negoziati conducano a un compromesso senza stravolgimenti nei rapporti commerciali.
Indicatori: segnali contrastanti
I primi mesi del 2025 mostrano una crescita moderata, ma senza cali significativi. L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra un modesto +0,2% a gennaio e +0,1% a febbraio nei dati destagionalizzati. Però il confronto con l’anno precedente, influenzato dalla variazione dei giorni di calendario, evidenzia un calo dello 0,9% a febbraio.
Il turismo e il settore del tempo libero continuano a trainare i consumi, mentre alimentari, elettrodomestici e mezzi di trasporto segnano una contrazione. Le presenze turistiche in Italia a gennaio hanno segnato un incremento dell’8% rispetto al 2024 e del 18,2% rispetto al 2019.
Inflazione sotto controllo, ma con riserva
L’inflazione a febbraio si è attestata all’1,6%, leggermente inferiore alle previsioni del 2%. Per marzo si stima un rialzo marginale all’1,7%. Nonostante la stabilizzazione dell’inflazione, il tema dei costi energetici rimane un tema caldo, con l’Italia ancora fortemente dipendente dalle dinamiche internazionali.
Occupazione e PIL: le stime per l’anno in corso
Gli indicatori di occupazione restano solidi, sostenuti dal turismo e dalla ripresa industriale. Il PIL mensile, in termini tendenziali, ha registrato un incremento dello 0,3% a gennaio e dello 0,1% a febbraio, con una crescita del primo trimestre stimata allo 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Però per raggiungere l’obiettivo di crescita annua dello 0,8%, sarà necessario un ulteriore slancio economico.
Riforme fiscali: una possibile spinta ai consumi
Per incentivare la crescita, un tema cardine potrebbe essere la riforma fiscale, con una riduzione delle aliquote per il ceto produttivo. Con una pressione fiscale che ha raggiunto il 42,6% nel 2024, misure di alleggerimento potrebbero stimolare il reddito disponibile e, di conseguenza, i consumi.
Consumi: dinamiche settoriali
L’Indicatore Consumi Confcommercio di febbraio evidenzia un calo dello 0,9% su base annua, con una contrazione dell’1,7% nella spesa per i beni, mentre i servizi registrano un aumento dello 0,7%. Le voci più dinamiche sono i beni e servizi per la comunicazione (+5,3%), seguiti da alberghi e ristorazione (+1,3%).
Positivo anche il settore dell’abbigliamento (+1,4%). In calo, invece, i beni per la mobilità (-5,9%), i servizi ricreativi (-1,6%) e i beni per la casa (-1,3%).
Prezzi al consumo: stabilità a breve termine
L’inflazione sembra essersi stabilizzata, con una previsione di crescita dello 0,2% a marzo. Il calo delle pressioni sui costi energetici e alimentari sta contribuendo a mantenere sotto controllo i prezzi, ma l’incertezza economica potrebbe ancora influenzare il comportamento dei consumatori.
La chiave per una ripresa solida resta il rilancio del circuito reddito-consumi, fondamentale per garantire la crescita attesa nel 2025.