Nel corso del 2023, gli attacchi di ransomware hanno raggiunto livelli senza precedenti, prendendo di mira primarie istituzioni e infrastrutture sensibili, tra cui ospedali, scuole e agenzie governative. Non solo: software malevoli di trasferimento file come MOVEit sono stati utilizzati per attaccare aziende di fama internazionale come la BBC e la British Airways.
Complessivamente, i cybercriminali hanno estorto alle vittime, come riscatto, oltre un imiliardo di dollari in criptovaluta. Lo rivela un recente rapporto della società tecnologica Chainalysis.
Il 2023: anno di svolta per il ransomware
Il 2023 rappresenta un punto di svolta per il ransomware, dato che nel 2022 si era registrato un deciso calo degli attacchi. L’anno passato i pagamenti di ransomware hanno superato la soglia del miliardo di dollari, il massimo mai registrato. Sebbene il 2022 avesse mostrato una diminuzione nel volume di questi riscatti, l’andamento complessivo dal 2019 al 2023 traccia un’escalation del problema. Tra l’altro, la cifra record indicata – più di un miliardo di dollari – non include l’impatto economico derivante dalla perdita di produttività e dai costi di ripristino associati agli attacchi.
Il 2022 è stato un’anomalia, purtroppo non una tendenza
Il 2022 aveva visto una diminuzione delle attività di ransomware, influenzata da vari fattori, tra cui eventi geopolitici come il conflitto russo-ucraino. Questo conflitto aveva distratto gli hacker, spostando la loro attenzione verso attacchi informatici motivati politicamente e trascurando quelli di tipo finanziario. Tuttavia, nel 2023 il ransomware “tradizionale” è ripartito con una maggiore forza.
I trend emergenti
Il 2023 ha visto una crescita esponenziale nel numero di minacce informatiche, con 538 nuove varianti di ransomware segnalate da Recorded Future. La “caccia grossa”, come la definisce Chainalysis, è diventata la strategia dominante, con una percentuale sempre maggiore dei pagamenti di ransomware superiore a un milione di dollari.
Il rebranding e l’utilizzo di ceppi sovrapposti di software malevoli restano il modus operandi dei cybercriminali, che così riescono a colpire più volte le stesse vittime – ma con nomi diversi – e a evitare l’individuazione.
Per concludere
In conclusione, l’anno appena passato ha portato cambiamenti significativi nel panorama del ransomware, con tattiche sempre più sofisticate, l’aumento di gruppi di criminali informatici e l’uso di exploit zero-day per attacchi di grande portata. La diffusione del RaaS e la semplificazione degli attacchi indicano un approccio più efficiente e aggressivo da parte degli hacker.
Le buone notizie sono che l’ecosistema del ransomware è più piccolo di quanto sembri, e la blockchain consente di identificare i rebranding a opera degli stessi gruppi. Per queste ragioni, sono necessarie una costante vigilanza e una immediata risposta per contrastare tale minaccia.