Pesca sostenibile: italiani preoccupati per l’ambiente cambiano dieta 

È quanto rileva una nuova ricerca globale voluta dal Marine Stewardship Council (MSC), l’organizzazione non profit che protegge gli oceani promuovendo la pesca sostenibile: il 36 % degli italiani ritiene che entro 20 anni sarà impossibile salvare gli oceani dai danni irreparabili causati dall’uomo. Nel 2022, lo pensava il  53 %. Per questo motivo, la quasi metà dei consumatori italiani che in questi ultimi due anni ha modificato le proprie abitudini alimentari lo ha fatto a causa di preoccupazioni ambientali. 

L’Italia si distingue per essere uno dei paesi più orientati alla sostenibilità. Infatti, se il 48% degli italiani ha cambiato dieta rispetto a due anni fa per motivi ambientali, a livello globale la percentuale si ferma al 43%.

Meno carni rosse nel piatto per il 57% dei nostri concittadini

Il cambiamento maggiore nella dieta si è verificato nelle carni rosse, come manzo e agnello. A livello globale, il 39% degli intervistati ha confermato di averne ridotto il consumo negli ultimi due anni, mentre in Italia la percentuale sale al 57%.

Inoltre, il 46% dei nostri concittadini ha mangiato più verdure e il 12% più pesce rispetto a due anni fa.
Guardando al futuro, il 27% degli intervistati globali e il 38% dei consumatori italiani sarebbero disposti a mangiare più pesce se avessero la sicurezza di non causare danni agli oceani.

Cambiamento climatico, la paura numero 1 a livello globale 

A livello globale, il cambiamento climatico è la principale preoccupazione che riguarda l’ambiente (51%), seguito dal timore per eventi estremi e distruzione di boschi e foreste.

Anche nel nostro Paese la prima preoccupazione ambientale riguarda il cambiamento climatico (56%), seguito però dai danni causati da inquinamento e spazzatura versati in fiumi e torrenti (43%), ed eventi estremi (43%).
Molto alta anche la preoccupazione per lo stato degli oceani: il 91% degli intervistati globali e il 94% di quelli italiani si dice preoccupato per la loro sorte.

Impossibile salvare gli oceani: i danni sono irreversibili

Di fatto, crolla l’ottimismo sulla possibilità di salvare i mari da danni irreversibili
Diminuisce infatti la percentuale di italiani convinta che entro 20 anni sarà possibile salvare gli oceani dai danni irreparabili causati dall’uomo (dal 53% del 2022 al 36% di oggi), mentre cresce la quota di chi ritiene improbabile che la propria specie ittica preferita possa essere disponibile tra 20 anni (dal 33% al 50%).

A fianco di questo quadro poco rassicurante, la ricerca rileva anche un buon livello di empowerment e attenzione alla sostenibilità da parte degli italiani. L’Italia si classifica terza tra tutti i Paesi interessati dall’indagine per importanza data a questo tema.