Mutui e tasso variabile: il 2025 si chiude con 50 euro in meno

Per la rata mensile di un mutuo a tasso variabile standard il 2025 si sta chiudendo con un calo di circa 50 euro. Secondo quanto riporta Facile.it, la rata è passata da 666 euro mensili di inizio anno a circa 617 euro.

Sul fronte dei tassi fissi, invece, il 2025 si è caratterizzato da un lieve inasprimento delle condizioni offerte ai consumatori. L’aumento è stato causato dall’andamento dell’indice IRS (Interest Rate Swap), il valore di riferimento per i mutui a tasso fisso.
Il 18 dicembre, durante l’ultimo incontro dell’anno, per la quarta volta di fila e dopo 8 tagli consecutivi la BCE ha tenuto fermi i tassi d’interesse, e nel prossimo futuro non ci si aspetta un nuovo intervento.

Tasso fisso, 40 euro in più

A gennaio 2025 l’IRS a 25 anni, in media, è stato pari a 2,4%, mentre nell’ultimo mese è arrivato al 3,1%.
Un aumento che si è trasferito almeno in parte sui nuovi mutuatari, che oggi per un finanziamento standard devono far fronte a una rata più alta, in media, di circa 40 euro rispetto a inizio anno.

“Gli IRS riflettono l’andamento del mercato obbligazionario europeo caratterizzato quest’anno, in particolare nell’ultimo periodo, da un aumento dei tassi di rendimento -, spiega Facile.it -. Diverse le cause, ma tra le più importanti vi è sicuramente l’andamento del mercato azionario USA, che grazie ai risultati record sta attirando sempre più investitori a scapito dei titoli di stato europei”.

Nell’anno nuovo sarà cruciale l’inflazione

Rispetto ai tassi variabili, un’indicazione arriva dai Futures sugli Euribor, che per il 2026 non prevedono grosse variazioni. L’Euribor a 3 mesi, ad esempio, oggi viaggia sotto il 2,1%, e su tale livello dovrebbe rimanere per il prossimo anno.

Fondamentale rispetto alle scelte future della BCE sarà l’andamento dell’inflazione. Se dovesse ripartire, non è possibile escludere nuovi inasprimenti degli indici.
Più complesso fare previsioni sul fronte dei tassi fissi. Ma fino a quando i rendimenti dei titoli europei continueranno a crescere, difficile immaginare una traiettoria diversa per gli IRS e i mutui legati a questo indice.

Quanto si è disposti a rischiare? 

Nel corso del 2025 il tasso variabile è tornato a essere l’offerta mediamente più conveniente.
I variabili per un mutuo da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), partono da un TAN pari a 2,54%, corrispondente a una rata di 554,5 euro.
Per lo stesso tipo di finanziamento, i tassi fissi partono da un TAN pari a 3,10%, con una rata di 604 euro.

“Scegliere oggi un tasso variabile significa partire con una rata più contenuta, ma il vantaggio economico iniziale può essere ritenuto da molti ancora non sufficiente per giustificare il rischio connesso a questo tipo di finanziamento. Per chi non è disposto a rischiare, i fissi garantiscono comunque condizioni favorevoli, oltre alla certezza che la rata resti uguale per tutte la durata del mutuo”, sottolinea Facile.it.