L’indagine annuale condotta da Ipsos per Acri, in occasione della 100ª Giornata Mondiale del Risparmio, offre un quadro approfondito di come gli italiani percepiscono e gestiscono il risparmio. Il tema di quest’anno, “1924-2024: Cento anni di cultura del risparmio,” celebra l’importanza del risparmio privato durante un secolo di cambiamenti economici e sociali, analizzando l’evoluzione di questa abitudine nelle diverse generazioni.
Le differenze fra generazioni
In Italia, la percezione del risparmio è cambiata nel tempo, con un’attenzione crescente alla stabilità economica e alla pianificazione del futuro. Il risparmio è visto dal 38% degli italiani come uno strumento per la tranquillità finanziaria, e tra i Boomers questo dato sale al 46%. I giovani, invece, guardano al risparmio come un mezzo per realizzare obiettivi specifici, con un 63% della GenZ e un 64% dei Millennials che affermano di avere priorità di risparmio diverse rispetto ai loro genitori.
Tuttavia, il 33% degli italiani ritiene di avere minori possibilità di risparmio rispetto alle generazioni passate, citando come cause principali l’aumento del costo della vita (70%) e le sfide del mercato del lavoro (60%).
L’impatto delle condizioni socio-economiche attuali
Le condizioni economiche in miglioramento, come il calo dell’inflazione e dei tassi di interesse, hanno contribuito a rendere meno pesante il contesto rispetto agli anni passati. Questo ha portato a un aumento della fiducia sia economica che dei consumatori, favorita dagli aumenti salariali e dalla progressiva diminuzione della disoccupazione.
Dal 2018, la percentuale di famiglie che dichiarano un tenore di vita migliore è salita dal 44% al 49%, mentre la soddisfazione generale per la propria situazione economica è passata dal 56% al 64%.
Prospettive future per l’Italia e l’Europa
L’indagine mostra un miglioramento delle aspettative per l’economia globale, anche se persistono dubbi su quella italiana ed europea. La fiducia nell’Unione Europea è in calo tra le generazioni più anziane, mentre i giovani restano più positivi: il 53% dei 18-30enni sostiene l’UE, a fronte del 45% del totale. In ogni caso, il 61% degli italiani è convinto che uscire dall’UE sarebbe un errore.
Il valore comune del risparmio
Il risparmio non è solo percepito come un atto personale, ma anche come un contributo al bene del Paese: tre italiani su quattro lo ritengono importante per il progresso nazionale. Inoltre, la popolazione riconosce il valore delle associazioni di categoria e del Terzo settore nel promuovere la coesione sociale, specie tra i più giovani.
Per gran parte degli italiani, il risparmio rappresenta dunque un mezzo per migliorare non solo la propria vita, ma anche il contesto sociale ed economico del Paese, favorendo una crescita sostenibile e inclusiva.